Gioia Fiori si racconta tra lame e rotelle, esperienze parallele, una passione unica.

gioia fiori

Gioia Fiori si laurea a Ponte di Legno campionessa italiana nella categoria cadetti, atleta già in vista negli anni passati in particolare nella specialità coppia artistico. Atleta a 360° , in questa intervista ci racconta le sue esperienze e il futuro tra lame e rotelle.

Come vivete il rapporto allenatrice/mamma atleta/figlia? Capita di litigare in pista? Come gestite questa cosa?

Non litighiamo spesso in pista, non capita quasi mai, perché cerchiamo di tenere separate le due cose quindi quando siamo in pista rivestiamo i ruoli di allenatrice ed atleta, e quando siamo a casa cerchiamo di evitare discorsi sul pattinaggio e mantenere il rapporto mamma-figlia….

Quanto è stato utile il lavoro sul ghiaccio per le rotelle e viceversa? Sono due mondi complementari o hai dovuto lavorare in modo completamente diverso?

Allora, il ghiaccio sicuramente mi ha aiutato molto a migliorare il modo di pattinare e di approcciarmi al nuovo sistema di punteggio, perché mi ha insegnato, come prima cosa, a confrontarmi solo con me stessa e con il mio punteggio precedente. Anche le rotelle ovviamente, grazie soprattutto alla preparazione muscolare, aiutano la performance sul ghiaccio. D’altro canto sul ghiaccio bisogna lavorare per allungare le linee e alleggerire i movimenti… il che ritorna utile anche sulle rotelle.

Come funziona l’ambiente del ghiaccio rispetto alle rotelle per quanto riguarda la gestione degli atleti “importanti”? Come interviene la federazione nella preparazione degli atleti? *Questa domanda è più per Valeria*

Nell’ambiente del ghiaccio c’è, almeno in questo periodo, una grande attenzione per i talenti emergenti e per gli atleti importanti. Questi vengono continuamente monitorati dalla federazione che organizza annualmente vari raduni per gli atleti della nazionale giovanile. I raduni sono impostati come veri e propri stage in cui gli atleti seguono corsi formativi condotti da professionalità di altissimo livello e vengono affrontati tutti gli aspetti che vanno a formare un atleta, arricchendolo moltissimo.

Se vuoi parlare un po’ di Francesco.. cosa è successo agli ultimi campionati italiani? Andrete avanti ancora in coppia? Che rapporto hai con lui?

Purtroppo non abbiamo potuto partecipare agli ultimi campionati italiani per diversi motivi il primo dei quali, e quello più importante è che Francesco ha avuto dei problemi di salute che gli hanno impedito di affrontare la preparazione per gli italiani nel modo più idoneo. Per quanto riguarda il mio rapporto con Francesco io ci sono cresciuta insieme quindi gli voglio molto bene, però adesso non so cosa mi riserverà il futuro visto che ci sono tantissime variabili in gioco.

Abbiamo vissuto la tua crescita sportiva da quando eri un’esordiente.. mai come quest’anno c’è stata una netta vittoria.. cosa è cambiato in te? Chi è l’artefice della tua trasformazione?

Io direi che la mia crescita da quando sono piccola è stata costante e graduale in quanto sono sempre stata seguita nel modo giusto sotto tutti gli aspetti ed in particolare penso che l’evidenza della crescita che voi riscontrate quest’anno possa dipendere, oltre che dall’età, dal fatto che lo scorso anno è stato fortemente condizionato da un grave infortunio che mi ha tenuta ferma per quattro mesi e, pertanto, i risultati del lavoro hanno subito un momentaneo stop.

L’artefice principale della mia evoluzione è la mia allenatrice Valeria Fabiani, che è anche la mia mamma,ed insieme al mio papà, è sempre al mio fianco e coordina uno staff meraviglioso:

tutto il Team dello Skating Club Anguillara con cui mi alleno ed il nostro fantastico Presidente Marco Spinaci; La mia Maestra, Sara Locandro, che mi affianca da quando sono piccola e mi guida in questo percorso di crescita sportiva con il preziosissimo contributo di Andrea Aracu; i miei preparatori, Adriano D’Orazi in pista ed Angelo Ragno in acqua, che ha seguito anche la mia riabilitazione dopo l’infortunio insieme a Fabrizio Vittorini della Spine&Sport Clinic che mi segue sia per il ghiaccio che per le rotelle insieme al Dottor Fanton; Andrea Laurenzi con Fisiosian e Francesco Cerisola, chinesiologo e  grande amico di famiglia, che contribuiscono alla cura del mio corpo; i miei coreografi, Andrea Bassi (short) e Sandro Guerra (lungo), che ogni anno creano qualcosa di nuovo ed originale per farmi evolvere stimolandomi a fare sempre meglio; Natalia Titova, che mi aiuta nel ballo e nella preparazione di programmi particolari; Claudia Germini che con Blu Light che ha realizzato i miei body di gara con un gusto ed un’eleganza unici; a Stefania Pillan di “All Chignon” sempre disponibile e pronta a farmi brillare donandomi strass e materiale per trucco e capelli; Roll-Line ed Edea per avermi aiutata a crescere con i loro materiali; Raniero Corbelletti per le meravigliose fotografie e tutti i miei insostituibili compagni di squadra, i loro genitori, tutta la nazionale italiana e la mitica Linda che nei pre-gara mi rimette sempre in forma x affrontare i momenti più importanti della stagione…sperando di non aver dimenticato nessuno mando un abbraccio a tutti quelli che mi apprezzano ed a cui spero di essere riuscita a trasmettere qualcosa durante le mie esibizioni.

Quali sono le tue ambizioni? L’atleta al quale ti ispiri?

Parlando delle mie ambizioni, il mio sogno più grande, ovviamente, sarebbe quello di arrivare ad un’Olimpiade.

Un atleta a cui mi ispiro al momento non c’è… prendo più punti di riferimento, apprendendo dalle persone di cui riesco a percepire, oltre che il talento, la costanza e la passione che mettono nel lavoro per raggiungere un obbiettivo.

Foto credit Gioia Fiori Official FB Page

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