Rollart for dummies – Spunti dal seminario di Roma 2018

Se ti sei chiesto cosa sia il Rollart ma sei troppo pigro per leggere i comunicati in inglese questo articolo fa per te! L’intento è quello di far capire a tutti cosa sia e come funziona il nuovo metodo di giudizio “Rollart”, che pianterà la sua bandiera alle gare federali già dal 2019.

Dal 19 al 21 gennaio si sono svolti a Roma i lavori del World Skate Seminar, uno dei seminari più attesi e importanti del quadriennio sportivo. Come detto in apertura dal presidente Aracu, che ha ringraziato tutti i giudici e allenatori provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo, “questo è sicuramente stato un evento storico per il nostro mondo delle rotelle e probabilmente un passo in avanti verso la qualifica di sport olimpico”.

Questi gli straordinari numeri del seminario: 4 giorni, 15 relatori, 21 sessioni, 296 allenatori, 120 giudici, 30 nazioni e 5 continenti e da sottolineare il ruolo fondamentale dello Scuola italiana, riconosciuta da tutto il mondo come la migliore, che anche in questo contesto ha dato il suo straordinario contributo mandando sul palco ben 8 dei 15 relatori. Questo l’elenco dei nostri oratori:
DARIO BETTI Artistic Roller Skating World Champion and Figure International Ice Skater
NICOLA GENCHI Chairman Artistic Technical Commission of World Skate
SANDRO GUERRA World Champion and International Choreographer for rollerskating
SARA LOCANDRO Responsible of Italian School of artisti Roller Skating
GABRIELE MINCHIO 3rd level ice coach, CNA referent – fiure sector
CRISTINA PELLI Italian National Trainer for Pairs
PRISCA PICANO First dancer at the San Carlo theater in Naples, synchronized swimming coach, FISG coach, teacher for ice skating coach CONI
GABRIELE QUIRINI Italian National trainer for Freeskating
LORENZA RESIDORI Italian National trainer for Dance and ATC Dance Commission

Ma vediamo un po’ di cosa si è parlato durante i numerosissimi corsi.

Un post condiviso da World Skate Official (@worldskateofficial) in data:
Il Rollart è un metodo di giudizio che, seppur conservando la forma di “doppio punteggio” (Techniacal merit e Artistic impression), racchiude in se numerosissime e nuovissime regole. L’idea generale che sta dietro alla volontà di cambiare metodo di giudizio è quella di rendere il punteggio più oggettivo possibile, lasciando poco spazio all’interpretazione dei giudici, un po’ come succede già nelle gare del ghiaccio.

La filosofia che sta dietro a questo sistema risiede nel fatto che ogni pattinatore deve conseguire un punteggio che sia più alto possibile. Ogni elemento della coreografia (salti, trottole, transitions) possiede intrinsecamente un punteggio che può essere aumentato o diminuito in base al livello di esecuzione. In altre parole vale molto cosa si fa ma anche come lo si fa. Il punteggio sarà la somma degli “Elements” eseguiti, ciascuno con la propria valutazione.

Per la parte tecnica che riguarda il primo punteggio vi rimandiamo ai comunicati ufficiali, che potete trovare qui.

è stato un evento storico per il nostro mondo roller e probabilmente un passo in avanti verso la qualifica di sport olimpico – Aracu

Vi vogliamo parlare invece del secondo punteggio, che sarà la somma dei punteggi ottenuti per:

  • skating skills
  • transitions
  • performance
  • composizione

Le skating skills altro non sono che il modo di pattinare.
Avete presente quando gli allenatori urlano: “alza quella gamba, tira le punte, stai diritta!”? Ecco. Quelle sono le skating skills. Ogni movimento dell’atleta deve avere una linea composta, deve esserci un buon piegamento delle gambe e deve esserci una buona esecuzione dei passi di rotazione. Non si deve dimenticare poi l’eleganza, parte cruciale delle skating skills.

Le transitions sono invece tutti quei collegamenti tra un elemento di difficoltà e l’altro; per avere una buona valutazione devono essere più varie possibile ed avere una loro propria difficoltà.
La performance riguarda il “come” viene eseguita una coreografia. Viene richiesta una certa interpretazione, personalità e teatralità, senza dimenticare l’energia che ogni pattinatore e ogni programma devono avere.

La coreografia (o composizione) è la parte che riguarda di più il coreografo.
Una questione di cui si è parlato riguarda il disegno della coreografia, ossia del tracciato che il pattinatore esegue. Più tale tracciato sarà vario ed innovativo, più sarà premiato. Il consiglio è quello di prendere un semplice foglio e tracciare su di esso il disegno, per rendersi conto della sua forma e della sua varietà.

Oltre all’utilizzo dello spazio sulla pista, è importante utilizzare anche lo spazio inteso come “spazio del corpo” o “body movement”. Non sarà più sufficiente il movimento delle sole braccia; sarà infatti premiato il movimento di tutto il corpo sia lungo l’asse laterale che quella sagittale (avanti-dietro).
In generale, sarà richiesto un buon equilibrio tra queste quattro componenti e le difficoltà, in modo che la coreografia risulti misurata ed elegante.

Un’altra parte molto significativa è stata svolta dalla grande Prisca Picano, che ha voluto ricordare e porre l’accento sulla seconda parola che definisce il nostro sport: artistico. Che cosa vuol dire? Artistico è tutto ciò che è bello, raffinato e ricercato. Nel nostro caso si parla di movimento, dunque è questo movimento che deve trasformarsi in arte. Braccia, mani, gambe, piedi, testa, insieme devono trasmettere eleganza, potenza e armonia. Non bisogna poi dimenticarsi dell’interpretazione: una coreografia deve in ogni caso trasmettere qualcosa, non deve mai essere asettica. Un parallelismo che si può fare al riguardo è quello tra pensiero e movimento. Il movimento deriva dal pensiero ma per comunicare ed emozionare occorre che il pensiero sia un’emozione.

In altre parole emoziona te stesso per far emozionare gli altri!

Speriamo di avervi fatto capire a grandi linee cosa sia il Rollart.
In ogni caso l’argomento è amplissimo e dibattuto, quindi non mancheranno numerosi altri articoli al riguardo! Scriveteci le vostre impressioni qui sotto nei commenti e…
Stay hungry, stay Skidea! 

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