Il resoconto di Ruben Genchi al Campionato europeo di artistico inline

Scenari presenti e futuri della disciplina e i suoi punti di forza.
antonio panfili

Dal 29 giugno al 2 luglio si sono svolti a Dijon i campionati europei di inline. Gli atleti italiani hanno ottenuto buoni risultati, ma sentiamo cosa ha da dirci il tecnico che gli ha accompagnati Ruben Omar Genchi.

Dopo questa trasferta in Francia per il campionato europeo di inline, si sente soddisfatto dei risultati ottenuti?

Il pattinaggio inline è una nuova disciplina e non molto seguita, però ha alcuni aspetti positivi come le trottole sul freno che permettono di fare nuove posizioni. Penso che sarebbe di aiuto anche al pattino tradizionale sfruttare il freno per avere elementi in più da utilizzare. I pattinatori di inline che provengono dal ghiaccio effettuano le trottole completamente sul freno e questo non permette di fare tanti giri. Dovrebbero invece avere il peso tra le ruote e il freno per avere la possibilità di girare più veloci.

Adesso, tornando alla tua domanda se mi sento soddisfatto penso sia relativo. Il pattino in linea ha molte potenzialità che devono essere ancora sviluppate. Antonio Panfili e Marco Viotto hanno pattinato bene, però dovranno ancora migliorare i salti. Chiara Censori e una bellissima pattinatrice, però probabilmente per via della forma non ottimale ha presentato pochi salti, ma in compenso ha eseguito delle trottole bellissime e una bielmann spettacolare che con un pattino tradizionale non sarebbe eseguibile.
Ribadisco che con un pattino inline si può arrivare allo stesso livello del pattino tradizionale. Ci sono bambini di otto, nove, dieci anni che riescono ad eseguire i stessi salti dei bambini che pattinano a rotelle.
Il problema è che non conoscono ancora bene la tecnica e per questo motivo i salti non scorrono bene. Ultimamente molte squadre di ghiaccio russe hanno iniziato ad allenarsi con i pattini inline e stanno portando una pattinata di qualità ed esteticamente molto bella, come vogliono i giudici del sistema Rollart. In un futuro potrebbero diventare atleti di alto livello, ma per adesso manca loro un po’ di esperienza. Vorrei sottolineare che il regolamento dell’’inline, a differenza di quello a rotelle, limita molto la ripetizione dei salti, quindi obbliga gli atleti ad una maggiore varietà nei salti e anche nelle trottole. Nel pattino tradizionale siamo arrivati ad un punto dove si fa solo trottole tacco, rovesciate ed abbassate.

Come le sembra posizionata l’’Italia nei confronti degli altri paesi?

Come sai, io alleno già da qualche anno un ragazzo cinese che ha portato in gara tutti i salti tripli ad eccezione del triplo flip ad una velocità fantastica e trottole di valore. Gli altri paesi stanno crescendo come si è visto alla gara Word Open (tenutasi sempre a Dijon), le bambine della squadra Italiana non erano di un livello particolarmente alto, anche perché si confrontavano con bambine provenienti dal ghiaccio che pattinano molto meglio.

Un post condiviso da Marco Viotto (@v8marco) in data:

Visto che segue questa disciplina da parecchi anni, le sembra che il livello degli atleti stia crescendo?

Il problema e che non stiamo parlando degli singoli atleti ma dell’’intero sistema. Non c’è una reale consapevolezza di quello che si vuole fare. Sarò sincero, questo è un attrezzo con il quale se si lavora bene si possono ottenere dei buoni risultati. Non si può lavorare solo con quei pochi atleti che fanno i mondiali ed europei, ma è necessario iniziare a lavorare con i più piccoli. Si dovrebbero organizzare specifici raduni per gli allenatori. Lo scopo di questi raduni dovrebbe essere la formazione per l’’insegnamento della tecnica inline. Per ottene un bravo atleta bisognerebbe cominciare a lavorare in un certo modo già da bambini in maniera che “un volta grandi” fossero già istruiti adeguatamente.

Un post condiviso da Chiara Censori (@chiaracens) in data:

Come ha specificato in precedenza, il livello degli altri paesi sta crescendo. Ha intravisto qualche talento nascente?

Certo, ho intravisto delle ragazzine russe e rumene che potrebbero diventare delle future campionesse.

Ho notato che il sito dell’’evento non era ben gestito. Come le è sembrata l’’organizzazione?

L’organizzazione non era tra le migliore, soprattutto perché hanno mischiato un Word-Open con un campionato europeo. Prima è iniziata la gara Word-Open (circa ottanta pattinatori) con tanto di premiazioni e ovviamente dopo la gara la gente ormai demotivata è andata a casa, così non è rimasto più molto pubblico per seguire i campionati europei.
Penso che sarebbe stato meglio se avessero fatto entrambe le premiazioni a fine delle competizioni.

Ringrazio Ruben Omar Genchi per la disponibilità.
Metka Kuk

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