Dario Betti e Matteo Guarise: pattinaggio artistico a rotelle e ghiaccio a confronto

matteo guarise

Ciao a tutti sono Metka Kuk. Dopo il mio primo articolo sulle differenze tra questi due sport, visto l’interessamento, ho deciso di approfondire l’argomento intervistando due pattinatori eccezionali che hanno iniziato a rotelle e dopo aver vinto numerosi titoli mondiali sono passati al ghiaccio.

Dario Betti e Matteo Guarise ci spiegano in modo dettagliato le differenze che hanno riscontrato nel passaggio dalle rotelle al ghiaccio.

Nel passaggio dalle rotelle al ghiaccio quali sono le maggiori difficoltà che avete riscontrato?

Dario : Dunque le difficoltà sono state davvero tante, non pensavo ci fosse così tanta differenza, anzi posso dire che non c’è quasi niente di simile tra i due sport, parlando sia dal punto di vista tecnico, di lavoro che di mentalità.

Matteo: La maggior differenza é sicuramente l’inclinazione laterale della caviglia che inizialmente da la sensazione di instabilità e sicuramente la forma della lama che formando un semiarco manda il piede in rotazione nel momento della spinta!

Nelle due discipline si fanno gli stessi salti, però la tecnica è diversa. Quale salto presenta maggiori differenze nella tecnica?

Dario: Si i nomi sono gli stessi ma la tecnica sicuramente no . Per me l’axel è stato quello più difficile da imparare, la tecnica non ha nulla di simile rispetto a quella di rotelle (solo la fase di volo rimane invariata).
Quale elemento di copia presenta maggiori differenze nella tecnica?

Matteo: Il lutz twist é stato l’elemento che ho dovuto cambiare completamente!Ho lavorato tanto sui Mohawk però ho riscontrato anche tante similitudini.

Per esperienza personale so che passando dalle rotelle al ghiaccio si hanno molte difficoltà con i fili e con i passi. Coma avete superato questo passaggio?

Dario: Si esatto ci sono molte difficoltà perché a rotelle, dato l’attrezzo non fai fili, non lavori su inclinazioni, ma sulla forza, mentre sul ghiaccio è diventata la cosa più importante saper pattinare bene con fili e molleggi. Secondo me questo problema lo si deve prima superare a livello mentale e cioè mettersi nella condizione di dover ripartire da zero, cancellando e resettando tutte le sensazioni che si hanno, da li step by step si può costruire tutto e imparare ad avere una scivolata buona.

Matteo: Per prendere confidenza con i fili bisogna cambiare leggermente la conformazione muscolare della gamba in modo da ottenere un maggior controllo dello strumento, in ogni caso richiede un po’ di tempo e non solo esercitandosi sul ghiaccio, bisogna fare alcuni esercizi con pedane che riproducono il movimento del pattino ed elastici!

Quali sono le differenze nelle trottole?

Dario: Le trottole hanno molte particolarità, nel ghiaccio sono richiesti cambi di posizioni per aumentare i livelli, e dai regolamenti non puoi scappare, per cui serve molta elasticità e allenamento perché è tutta sensibilità per farle silenziose e più veloci. A rotelle invece serve più forza (data la resistenza che crea l’attrito per girare) e non sono richiesti particolari cambi di posizione. Una delle differenze maggiori per me a livello di sensazioni e tecnica è stata quella che qui sul ghiaccio la caviglia rimane praticamente ferma e dritta ed è un “lavoro di fino” mentre a rotelle veniva sollecitata molto con piegamenti e torsioni.

Matteo:La cosa più difficile da imparare per eseguire trottole é capire su che parte della lama eseguire le rotazioni per diminuire il più possibile l’atrito.

Il pattinaggio sul ghiaccio è molto più costoso di quello a rotelle. Quali sono le spese più evidenti?

Dario: Tra i due è decisamente più costoso perché ci sono i costi del ghiaccio in più e il tipo di lavoro che viene fatto è diverso perché ogni atleta di un certo livello ha bisogno di un team di allenatori intorno (ballerini, coreografi, preparatori atletici, tecnici e per la pattinata), per cui le spese possono essere alte.

Matteo: La spesa più grossa é sicuramente l’ora ghiaccio, le varie strutture hanno spese elettriche molto alte per mantenere la temperatura e quindi i costi salgono alle stelle!

Secondo voi in Italia mancano allenatori competenti?
Dario: Dunque nel pattinaggio a rotelle in Italia abbiamo i migliori allenatori del mondo in tutte le discipline, da anni ormai vinciamo e confermiamo tutti i titoli del mondo.
Su ghiaccio abbiamo ottimi tecnici ed ottimi team di lavoro, specialmente nella danza abbiamo un’ottima tradizione.

Matteo: In Italia ci sono tanti allenatori competenti quello che manca a volte sono le strutture idonee per l’allenamento perfetto e sfortunatamente per questioni economiche tanti bambini si allenano poche ore!

Sul ghiaccio si può entrare nella categoria senior in base al punteggio tecnico minimo richiesto, mentre a rotelle vige la regola dell’età e non della bravura. Che ne pensate?

Dario: Penso che se un’atleta sia realmente pronto, oltre che dal punto di vista tecnico anche quello mentale, debba avere la possibilità di competere in categorie maggiori perché lo merita, la cosa importante però è che ci sia un giusto equilibrio tra le cose in modo da non rovinare e “bruciare” un’atleta ma anzi consentirgli di andare avanti il più possibile nella carriera.

Matteo: Penso che indipendentemente dall’età il posto spetti al miglior atleta sulla piazza e se un giovane é pronto a gareggiare in categoria senior é giusto che abbia la possibilità di farlo!

 

Ringrazio Dario e Matteo per essere stati disponibili a collaborare nonostante i numerosi impegni sportivi.
METKA KUK

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