Esprimersi, mettersi in gioco, raccontarsi. Sei un Art Skater?

art skater

Skatingidea incontra artSKATERS, un progetto e una proposta che incuriosisce ed emoziona chi nel pattinaggio artistico vede l’opportunità non solo di “fare sport” ma di mettersi in gioco, espandere se stesso, esprimersi, raccontarsi e condividere con il pubblico le proprie emozioni.

Chi sono gli artSKATERS ?

Gli artSKATERS sono atleti-artisti che in sintesi ricercano presenza, consapevolezza e attitudini essenziali quali trasparenza e chiarezza comunicativa, ricchezza espressiva e competenza emotiva. Sono individui in viaggio alla ricerca di sé e alla scoperta del proprio potenziale interiore, persone che amano raccontarsi nella loro autenticità e coinvolgere il pubblico sia a livello cognitivo, che fisico, emotivo ed energetico. Gli artSKATERS sono fiumi che scorrono mentre inseguono un’idea semplice e coraggiosa: essere se stessi.

— Con Davide quando ci siamo incontrati è stato naturale e spontaneo per affinità condividere ed integrare le nostre reciproche esperienze in ambito artistico e creativo. Io ho un’esperienza quasi trentennale nell’ambito del pattinaggio artistico con riconoscimenti nazionali e internazionali come singolista e nei gruppi spettacolo, oltre a dieci anni di spettacoli con la Compagnia Colours, bagaglio che ritengo essenziale al mio percorso di ricerca, alla mia crescita e alla definizione del mio stile e della mia formazione e visione di artista sui pattini.

— Inoltre, siamo entrambi counselor, Diana con formazione artistica espressiva ed io con indirizzo bioenergetico e gestaltico. Il progetto artSKATERS è nato infatti dall’osservazione e dallo studio di questa disciplina e del suo potenziale marcatamente artistico ed espressivo. Consideriamo questo sport un luogo privilegiato di incontro, un prezioso contenitore di esperienze per la vita dove crescere, riconoscersi, espandersi e condividere. Il centro del nostro lavoro non è la performance ma l’individuo la persona e la sua espansione, tutto questo può ed ha necessariamente delle ricadute positive sulla qualità della performance pur non costituendone il centro e nemmeno il motore del percorso da noi proposto.

art skater

Abbiamo creato un percorso esperienziale specificatamente studiato e declinato al pattinaggio artistico di gruppo ma anche all’atleta individuale e alla coppia, che con l’entrata in vigore del nuovo sistema Rollart sono chiamati a investire e lavorare sul loro potenziale espressivo e comunicativo.

Il lavoro che proponiamo si presenta come un percorso esperienziale ad indirizzo espressivo artistico corporeo, un sistema strutturato con un’inedita programmazione coordinata della preparazione artistica con quella tecnica e atletica e che mira a portare in pista atleti-artisti capaci di comunicare espressività direzione-intento, e se parliamo di Team necessariamente attraverso un comune registro organico e condiviso.

Nell’ambito di un artSKATERS TRAINING mettiamo in campo le nostre risorse e competenze in ambito artistico unitamente al nostro bagaglio di lavoro e di esperienza come counselor nell’accompagnamento in percorsi di empowerment ovvero di potenziamento personale (il counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.

Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. N.d.R.). Valorizziamo il pensiero espressivo e l’azione, la sperimentazione, la competenza intrinseca, l’auto-responsabilità e la creatività come capacità di inventare la realtà.

ArtSKATERS TRAINING in sintesi rappresenta un’alternativa possibile d’approccio al mondo artistico-sportivo a cui il pattinaggio a rotelle appartiene. Esso si differenzia dai comuni metodi non tanto esteriormente per l’intensità di come lo si presenta quanto per una ragione profonda ed interiore.

Empowerment rappresenta in generale il filo conduttore del nostro lavoro e significa mettere l’individuo e la persona al centro, offrire la possibilità di espandere le proprie risorse interne, utilizzare il proprio potenziale e agirlo. Scoprire o riscoprire dentro di sé strumenti efficaci, saper scegliere e avere il coraggio di stare con la propria scelta, nella propria unicità e bellezza. In modo particolare in questo specifico ambito lavoriamo tra le altre cose sull’espansione del potenziale espressivo artistico individuale e del gruppo. Privilegiamo la visione d’insieme nella consapevolezza tuttavia che ogni linea è composta da singoli punti.

Crediamo in questo approccio centrato alla persona, perché nessuno dovrebbe andare dove non ha voglia di andare ed in questo senso promuoviamo un progetto di sostegno e affiancamento rispetto al proprio percorso personale di espansione. Parliamo di espansione e non di crescita, questo nel rispetto della persona e dell’individuo e della sua preziosa unicità, in quanto non c’è mai nulla da aggiungere veramente perché c’è già tutto in ognuno di noi, tuttavia spesso c’è molto da scoprire e conoscere di noi stessi. Trasformare in atto, attualizzare con l’azione quanto è in potenza in noi, secondo un principio di dare realtà a quanto può essere utile per noi stessi e per gli altri.

La nostra proposta è quella di un lavoro, rivolto all’individuo così come al gruppo, in primo luogo centrato sulla scelta responsabile di un percorso personale. Nasce da un primo gesto semplice di rivolgere lo sguardo, il proprio sguardo non più al di fuori ma dentro se stessi: dall’ascolto e contatto con sé e con l’altro, dalla ricerca costante di consapevolezza e presenza, della condivisione e qualità di relazione con sé e con il gruppo, dalla scelta di osservazione, esplorazione e comunicazione della propria identità, infine anche dalla rinnovata coscienza della responsabilità sociale per ciò che si sceglie di comunicare. Non si tratta tuttavia di acquisire o migliorare competenze in modo “meccanico” con una serie di tecniche e attraverso l’esecuzione di esercizi permutati da altre discipline. La nostra proposta è piuttosto centrata su di un percorso umano olistico, sia come singola persona che come Team, di espansione attitudinale consapevole e organica finalizzata alla bellezza ed al benessere più che alla ricerca della performance, che consideriamo un “frutto” spontaneo atteso ma non ricercato. Questo lavoro, oltre che nella vita e riguardo al benessere della persona, ha ovviamente nel tempo una ricaduta sulla qualità della performance dell’atleta artista: la sua presenza scenica acquisisce forza, spessore, integrità ed autenticità a livello sia energetico che espressivo ed emotivo.

In particolare gli obiettivi sono quelli che definiamo ogni volta in modo specifico con il cliente a seguito di una preliminare fase di ascolto ed osservazione attenta ed approfondita, mentre in generale potremmo dire che tra i nostri obiettivi quelli che consideriamo primari sono certamente coltivare la capacità di ascolto, la ricerca di consapevolezza e presenza, il potenziamento della qualità della relazione e della fiducia verso di sé e il gruppo, l’autenticità, la congruenza, l’inclusione e l’integrazione, la libertà espressiva, la competenza e intelligenza emotiva, l’autonomia e la responsabilità sia personale che del team.

Consideriamo queste le principali attitudini su cui lavoriamo e con cui animiamo, sosteniamo ed affianchiamo durante i percorsi proposti.

Le stesse direttive e ultimi regolamenti Fisr per i gruppi spettacolo come il nuovo sistema Rollart per singoli e coppie vanno nella direzione di stimolare e incentivare un lavoro di ricerca e di potenziamento delle qualità espressive: fermo restando che il gesto atletico e la qualità tecnica costituiscono elementi imprescindibili e fondamentali, siamo convinti che sia proprio in questo aspetto della ricerca di una ricchezza e qualità espressiva artistica professionale che si racchiude il potenziale di un’ulteriore evoluzione di questa disciplina.

Durante i nostri workshop parliamo di “TECNICA ESPRESSIVA” per definire un insieme di strumenti finalizzati all’espressività artistica e corporea per gli atleti-artisti, ma anche la necessità di prendere distanza da una visione e concezione autoreferenziale e meccanicistica della tecnica che non esprima, in modo organico e sistemico, integrato, un orientamento alla performance artistica ed espressiva del racconto coreografico.

L’atleta-artista si trova nella possibilità di sviluppare un nuovo potenziale più professionale rispetto alle qualità di espressione artistica e portare così al pubblico non solo spettacolarità e bellezza del gesto individuale e di gruppo, ma autenticità e verità rispetto ad un lavoro di ricerca personale, di espansione e di crescita, con un impatto ed una ricerca di dialogo con il pubblico che possiamo definire sociale e responsabile.

Siamo molto interessati all’aspetto sociale di cui lo sport dovrebbe naturalmente esprimerne i valori condivisi oltre che le esigenze sociali di ogni epoca. Prendiamo ad esempio per la nostra riflessione la civiltà greca, dove l’ideale greco era il ginnasta e l’armonizzazione corporea dell’uomo: cioè colui che era capace di portare a manifestazione la bellezza divina del mondo nella bellezza del proprio corpo e non solo, poiché egli ambiva anche a realizzare in se stesso il più alto grado di umanità per poter in qualche modo essere un esempio per gli altri uomini, ciascuno a modo proprio sulla via umana. Ci preme sottolineare come il greco si proponeva solamente di sviluppare il corpo umano in modo che esso, attraverso l’armonia delle sue parti e l’armonia dei suoi movimenti, potesse elevarsi fino a essere una manifestazione corporea della bellezza divina. Si aspettava poi tranquillamente l’evoluzione ulteriore. Infatti così come dalla pianta, quando ci si è occupati di prenderci cura della radice nel modo giusto, ci si aspetta che grazie alla luce e al calore dell’energia solare si sviluppino da sé i fiori; allo stesso modo non ci si proponeva direttamente la bellezza, la grandezza, la perfezione nella civiltà greca, ma che esse dovessero scaturire spontaneamente come qualcosa che cresce e si rende manifesta, per l’intima natura e conformazione dell’uomo dal corpo bello, agile e forte.

Ci piace interrogarci su quale significato oggi riveste e porta nella nostra epoca attuale e contemporanea l’essere atleti e l’essere artisti, con quali finalità scendi in pista? Con quali obiettivi ti alleni? Chi o cosa vuoi portare nel mondo?

Abbandonare una visione egoistica centrata su di sé per abbracciare una visione ecologica in cui ognuno di noi è interdipendente e appartiene allo stesso sistema è un passaggio essenziale di maturazione che cancella con un immediato colpo di spugna l’idea della competitività come giudizio e confronto con l’altro a favore di un’idea di competizione come processo di espansione personale.

Fare sport in modo sano significa essere in un percorso di competizione costante con se stessi non con l’altro. Gli altri non sono i nostri avversari ma sono i nostri compagni di viaggio, sono quelli da cui a volte possiamo imparare qualcosa, sono quelli siedono con noi allo stesso cerchio e che insieme a noi contribuiscono, ciascuno con il proprio e personale “lavoro” a mantenere il grande fuoco acceso…

Competizione come processo personale di osservazione del limite, del proprio limite attuale (nel qui e ora, con la consapevolezza di essere in una vitale e continua trasformazione), accettazione e attivazione del processo di superamento del proprio limite. E ancora, successiva osservazione del nuovo limite e ripetizione del processo.

Che cos’è dunque la gara se non un’occasione di gioia e serena partecipazione e condivisione dove non ci sono ne vincitori ne vinti poiché ognuno ha già comunque vinto per se stesso e con se stesso quello che ha potuto e voluto “vincere” per arrivare dove è arrivato rispettando se stesso che è il modo più semplice per poter iniziare davvero a rispettare l’altro? La gara è il luogo dell’esibizione del raccontarsi del manifestare chi siamo nella gioia, il luogo dove emozionarsi dove essere visti ed accettati indipendentemente ciascuno per la strada percorsa, è il luogo della meraviglia dello stupore da cui ed in cui nessuno dovrebbe mai essere escluso, è infine l’epifania, la manifestazione del divino in noi in forma visibile, del riconoscere e riconoscersi valore e celebrare reciprocamente, ciascuno sia per sé che nell’altro, la nostra umanità e il tentativo di espandere l’Uomo. Questa è per noi la vera responsabilità di un atleta e di un artista.

Vorremmo contagiarvi con questa semplice idea: ovvero che l’evento sportivo rimane al giorno d’oggi uno dei pochi luoghi di aggregazione fisica con una forte valenza emotiva e sociale, e consideriamo questa un’opportunità preziosa, un’occasione di portare nel mondo semi di consapevolezza ed innescare processi di trasformazione, in altre parole una possibilità di arricchimento sia individuale che collettivo, per l’atleta così come per lo spettatore.

Per questo il nostro lavoro parte necessariamente da una fondamentale presa di coscienza e responsabilità individuale e del gruppo sulle finalità del proprio agire. Le domande essenziali sono: chi sono o siamo, qual’è la nostra identità? Qual è il nostro messaggio e come vogliamo portarlo? Ogni coreografia è un’occasione di racconto, di temi individuali e al contempo universali muovendo nello spettatore forse una riflessione anche attraverso il coinvolgimento energetico, fisico ed emotivo.

ArtSKATERS TRAINING nasce proprio con questa prerogativa, chiediti dunque perché ti sei messo i pattini oggi, e perché continui ancora a farlo?

Porci delle domande caratterizza un po’ il nostro modo di dare un senso a quello che facciamo o che proviamo a fare. Porre delle domande più che dare delle risposte rappresenta in concreto per noi un modo di agire la modalità di ascolto a cui teniamo durante i nostri workshop.

Rispondendo a queste domande è emersa in modo naturale l’idea di provare a coinvolgere altre persone e gruppi del pattinaggio spettacolo su temi attuali e per noi pressanti. Abbiamo dunque iniziato ad intervistare a nostra volta alcuni gruppi del panorama italiano, immaginando di stimolare riflessioni forse utili rispetto a temi come l’identità, la direzione, il senso di ciò che si vive in pista e che si porta poi al pubblico.

È piacevole e costruttivo, secondo noi, incontrare e condividere, confrontandoci in apertura ed in modo autentico e rispettoso con chiunque abbia desiderio di farlo… ma soprattutto ci sembra una bellissima occasione di contribuire per quel che possiamo, ed anche in questo modo, ad alimentare e sostenere tutte quelle persone che con fatica e lavoro ma anche davvero tanta passione, entusiasmo e creatività arricchiscono questo sport e quest’arte, tutti quegli artisti che con coraggio percorrono nuove strade ricercando l’espansione e chissà? forse l’evoluzione di questa straordinaria disciplina.

Sentiamo che oggi in particolare modo se vogliamo cambiare davvero qualcosa dobbiamo partire dalla possibilità di migliorare sensibilmente la nostra capacità di entrare in relazione in modo maturo e consapevole. Se vogliamo costruire e condividere qualità e benessere è necessario favorire una visione di apertura in cui la reciprocità, la condivisione e il rispetto dei differenti punti di vista non costituiscano più un motivo di distanza ma al contrario di ricchezza e vicinanza preziosa. Immaginiamo che la costituzione di un gruppo di lavoro vivente, indipendente e libero sia un’occasione di sviluppo e di trasformazione, di scelta di consapevolezza e responsabilità, efficace ed utile a tutti.

È già nell’aria e ci piacerebbe molto l’idea di organizzare ed animare un cerchio, un’occasione di lavoro per tutti i pattinatori artisti e in particolare allenatori e coreografi, una proposta di incontro e scambio reciproco, di formazione circolare attraverso la condivisione. Una preziosa opportunità di metterci in gioco ed espandere ognuno il proprio potenziale espressivo artistico personale e professionale ma anche un momento di confronto creativo, di scelte, di progettualità e proposte.

Sono felice di aver conosciuto Davide e Diana, penso possano dare un valore aggiunto alle società di pattinaggio in quanto il loro metodo è applicabile a tutte le specialità sopratutto oggi, in vista del nuovo regolamento Rollart dove il dettaglio artistico espressivo è determinante.

Vi consiglio quindi di passare sul loro sito www.artskaters.com e sui loro social Fb e Ig @artskaters (hanno dei bellissimi video) ecco la mail artskaterstraining@gmail.com

 

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