Venerucci-Decembrini da standing ovation, i Senior tutti da podio.

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Era il risultato più logico, una configurazione della classifica verificatasi molto spesso negli ultimi anni, ma vedere tre coppie italiane sul podio fa sempre un certo effetto, trasmette forte l’idea di una scuola vincente, che non subisce il logorio del tempo o i tentativi di scalata al regno degli altri team. La gara delle coppie che si è conclusa ieri sera, forse per la prima volta qui ad Auckland, ha scaldato lo scarso pubblico in tribuna e ovviamente, considerando il livello dello spettacolo, il rammarico per la sciagurata inettitudine nella promozione del Mondiale 2012 sale alle stelle.

Sara Venerucci e Danilo Decembrini hanno vinto il loro terzo titolo mondiale consecutivo: dopo Portimao 2010 e Brasilia 2011 non vi erano molti dubbi in merito all’esito della gara, ma per la prima volta hanno dato l’impressione per carisma ed eleganza espressa in pista di poter riallacciare il filo interrotto con la conclusione della carriera di Beatrice Palazzi Rossi e Patrick Venerucci. Perfetti nelle difficoltà più impegnative, triplo rittbergher e triplo salchow lanciati, hanno indotto il pubblico a seguire la performance in silenziosa ammirazione. Tutti 10.00 nel punteggio dello stile a parte il 9.8 del giudice messicano che non si sarà sentito del tutto a suo agio.
In seconda posizione si sono piazzati Giulia Merli e Daniele Ragazzi, un ritorno atteso ai vertici internazionali, un recupero importante per il patrimonio del nostro pattinaggio. Giulia e Daniele dopo il titolo vinto a Friburgo nel 2010 hanno avuto qualche stagione in tono minore, con tanti infortuni, ma hanno saputo ritrovarsi esprimendo tra l’altro un’evidente crescita nella qualità stilistica. L’en plein italiano è completato da Pamela Cappeller e Marco Garelli, nel lungo hanno commesso alcuni errori ma sono stati in grado di resistere alle insidie portate dalla coppia argentina Florencia Moyano/Javier Anzil, mostratasi degna avversaria dei nostri soprattutto con il programma finale.

Tanta carne al fuoco oggi al The Trusts Stadium, tutte gare che vedono i nostri favoriti assoluti. Si comincia con la solo dance: tra le ragazze è in testa dopo le danze obbligatorie la campionessa uscente Paola Fraschini davanti all’altra azzurraAnna Remondini, le nostre brave a rintuzzare gli attacchi dell’americana Nicole Leonard, più volte campionessa mondiale juniores, che è tornata alle gare mostrando grande competitività. Tra i maschi al comando Alessandro Spigaidavanti a Daniel Morandin, la sensazione è che la lotta per il titolo sia ristretta a loro due. Ha regalato grandi emozioni lo short femminile. Debora Sbei e Cristina Trani hanno pattinato i rispettivi programmi senza errori e guidano la classifica del libero con un buon margine sulle avversarie. Per le due azzurre stessa combinazione (triplo toe-loop/triplo salchow), la differenza l’ha fatta il salto puntato: triplo toe-loop per la Trani, triplo flip per la Sbei.
Dopo l’original dance è stata ufficializzata anche la classifica parziale della danza ed anche in questo caso è dominio azzurro: conducono con buon margine Anna Remondini/Alessandro Spigai davanti a Elena Leoni/Filippo Lodi Forni eCinzia Roana/Alberto Cazzoli. Sta disputando un buon campionato anche la coppia francese Priscilla Henneguelle/Pierre Meriel mentre fa tristezza la terribile crisi di “vocazioni” della scuola americana che fino a non molti anni fa era in grado di produrre splendide coppie.

E’ davvero un atleta che non finisce di stupire Debora Sbei: della straordinaria bravura nel libero si sa tutto, ma che potesse andare a medaglia negli obbligatori in un Campionato Mondiale fino a qualche anno fa era davvero difficile da prevedere. La stagione era stata promettente in questo senso, con il titolo italiano vinto a Calderara e la medaglia d’argento agli Europei. Questo bronzo, anche se medaglia meno preziosa rispetto a tante altre nella bacheca di Debora, ha un significato davvero particolare. La condotta di gara è stata impeccabile: addirittura prima dopo l’esercizio di esordio, a causa di qualche piccola sbavatura non ha potuto dare l’assalto alla medaglia d’argento che ad un certo punto sembrava alla sua portata. Comunque non si poteva chiedere di più alla Sbei che ora dedicherà tutte le sue risorse alla gara del libero, partendo ovviamente in posizione ottimale anche per la graduatoria di combinata. Ha chiuso vicinissima al podio l’altra azzurraElisa Giunti, quarta. Forse nel suo caso ha pagato un inizio gara non brillantissimo, ma Elisa in ogni caso ha confermato ancora una volta tutta la sua bravura ed affidabilità.

La competizione degli obbligatori maschi che assegna la prima medaglia d’oro del Mondiale senior, è stata una gara dal finale rocambolesco, quando sembrava che la vittoria fosse andata all’argentino Luis De Mattia, la visualizzazione della classifica finale sugli schermi ha smentito i calcoli del CT Merlo (ben felice di avere sbagliato) ed ha decretato la vittoria di Elis Carriero, nuovo campione mondiale per questa specialità. Il calcolo a volte perverso delle vittorie, su cui ha influito in questo caso anche la performance degli atleti al terzo e quarto posto, è stato favorevole e premia un atleta di grandi capacità tecniche e qualità umane. Un confronto ravvicinato con l’atleta argentino fin dall’inizio, ma Elis dopo i primi tre esercizi era al comando. I punteggi dell’ultima esecuzione sembravano far svanire il sogno iridato e invece è arrivata questa splendida sorpresa. La buona prova complessiva della squadra azzurra è completata dalla medaglia di bronzo di Marco Santucci e dal quinto posto di Simone Porzi. Elis, festeggiatissimo dalla squadra, ha voluto dedicare la sua vittoria alle popolazione terremotate dell’Emilia Romagna e ha promesso un’iniziativa particolare per la Cerimonia di premiazione. In parallelo si è svolta anche la prima parte degli obbligatori femminile, le nostre Debora Sbei edElisa Giunti sono piazzate intorno alla quarta/quinta posizione, tra pochi minuti eseguiranno i due esercizi conclusivi.

FONTE www.fihp.org

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