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Dal punto di vista agonistico è stata una giornata di gare di ottimo livello.
Nello short maschile guida la classifica provvisoria del libero Andrea Barbieri, impeccabile nella catena triplo lutz-triplo rittbergher (elemento che ha fatto la differenza rispetto agli avversari) e in grado di esprimere grande personalità in pista.
Questo è un tratto che ha accomunato anche gli atleti che seguono Andrea in classifica nelle prime posizioni, caratteristiche diverse tra loro dal punto di vista stilistico ma uguale capacità di trasmettere qualcosa al pubblico. Al secondo posto dello short Pierluca Tocco: il rittbergher nella combinazione con il triplo lutz è stato doppio anziche triplo come da programma, ma l’atleta sardo ha pattinato con la consueta scarica di adrenalina la sua personalissima interpratazione di “Step Up”. Al terzo posto Andrea Aracu, calato con grande intensità interpretativa nella rappresentazione di tematiche ispirate alla cultura iberica, quelle che predilige: per lui solo un errore nell’arrivo del triplo rittbergher, non bloccato perfettamente.
Tra le ragazze la sorpresa della giornata, con la regina del pattinaggio mondiale Tanja Romano per una volta seconda: chiaramente il libero di domani potrà sovvertire la graduatoria, ma questo di per se è un dato rilevante anche per la grande performance di Debora Sbei, impeccabile nella combinazione triplo toe loop/triplo salchow e negli altri elementi tecnici, e molto convincente nell’interpretazione del suo tango. Tanja dal canto suo ha pattinato “Kalinka” con la padronanza stilistica inarrivabile che l’ha resa un mito del pattinaggio mondiale, ma l’arrivo impreciso del triplo rittbergher in combinazione con il triplo toe-loop e un successivo errore in una trottola ha comportato un punteggio nel contenuto tecnico inferiore a qullo della Sbei.
L’ottimo esordio tra le senior della nuova generazione è completato da Cristina Trani, sempre bella da vedere: per lei una catena con triplo salchow finale non pulitissimo e uno splendido triplo toe-loop.

La gara della danza senior apre la giornata conclusiva degli Assoluti di Roccaraso durante la quale saranno assegnati sei titoli. Tutto secondo previsioni, con la vittoria netta e incontrastata di Melissa Comin De Candido/Mirko Pontello, i campioni mondiali 2005 e 2006 che tornano sul gradino più alto del podio. Gia primi dopo le danze obbligatorie, ottimi anche ieri nella danza originale nonostante alcune imprecisioni, nel programma lungo “Dies Irae” coreografato da Sandro Guerra, hanno offerto il meglio del loro repertorio a livello tecico ed interpretativo, guadagnando punteggi molto alti, anche tre “10.00” nello stile. Per gli atleti seguiti da Monica Iorio e Paolo Colombo si apre ora la fase di avvicinamento al Campionato Mondiale di Friburgo in cui tenteranno di riprendersi il titolo iridato. La medaglia d’argento è andata a Elena Leoni/Filippo Forni, guidati da Lorenza Residori e Andrea Gandolfi, protagonisti di un campionato esemplare, condotto sempre nelle posizioni di vertice a stretto contatto con gli atleti di Letizia Martines Azzurra Della Spina/Marco Brogi, per i quali non è stato sufficiente un nuovo programma lungo brillante ed efficace coreografato da Gabriele Quirini per passare in seconda posizione.

Un programma lungo di grandissima intensità ha concluso la gara maschile. Ottime performance da parte di tre atleti che hanno carriere e storie personali diverse, ma accomunati dal fatto di pattinare con l’anima. Ognuno dei protagonisti ha commesso qualche piccola sbavatura ma l’impressione generale è che nonostante l’assenza pesante di un fuoriclasse come Roberto Riva si possa contare comunque su un’ottima compagine per i prossimi appuntamenti internazionali. Il titolo del libero è andato ad Andrea Barbieri e questa vittoria ha un significato importante se si pensa alla prova sfortunata dell’atleta seguito da Anna Cocco lo scorso anno a Fanano. Per Andrea, nel tabellino delle difficoltà, un’ottima catena triplo lutz/triplo rittbergher, una combinazione con due tripli ritt. non esemplare all’arrivo e il solito pattinaggio mix di potenza atletica ed eleganza. Al secondo posto, posizione che occupava già dopo lo short, Pierluca Tocco con la sua “Storia di un Soldato”. L’atleta di Carmen Mascia ha sporcato qualcosa nelle combinazioni ma ha eseguito singolarmente ottimi tripli, rittbergher compreso, e poi ha dato spettacolo con le ormai conosciute qualità interpretative che l’hanno reso uno dei beniamini del pubblico. Medaglia di bronzo per Andrea Aracu, in un palazzetto diventato una bolgia assordante al momento del suo ingresso. Buoni elementi tecnici, anche il triplo rittbergher in catena, e la grande intensità emotiva che suscita la “Passione di Cristo”, programma con cui aveva vinto il titolo europeo lo scorso anno. L’abbraccio conclusivo con la mamma-allenatrice Sara Locandro è il suggello ad una carriera non da predestinato ma condotta sempre con voglia e grande determinazione.
Per la combinata il titolo è andato a Marco Santucci che non era nella sua giornata migliore per quanto riguarda il libero, ma atleta sempre in grado di esprimere un bagaglio tecnico completo nelle due specialità.

Da tempo non si vedeva una gara del libero femminile così interessante, e non perchè la vittoria di Tanja Romano fosse in discussione: anche dopo lo short program, quando si trovava al secondo posto, c’era la convinzione da parte di tutti che la fuoriclasse triestina avrebbe recuperato il primato con il lungo. E così è stato. Ciò che ha colpito in positivo è stato l’esordo autorevole in categoria di Debora Sbei e Cristina Trani, subito competive ai massimi livelli dopo i grandi successi ottenuti da junior. Tanja ha commesso qualche imprecisione negli arrivi dei salti ma il repertorio tecnico e lo splendore stilistico sono talmente sfolgoranti da garantirle un margine di sicurezza su tutte le avversarie. Per l’atleta seguita da Mojmir Kokorovec e Laura Ferretti è arrivato l’ennesimo doppio titolo (se non abbiamo contato male sono dodici gli scudetti tricolori) e ora, neanche il tempo di disfare le valigie, sotto con i World Games a Kaohsiung. Davvero bravissima Debora Sbei, un po’ perchè erano secoli che un atleta non superava Tanja in una classifica, seppure parziale, ma soprattutto perchè nel lungo aveva iniziato male con un errore nel triplo toe-loop e poi si è ripresa alla grande: ottima combinazione triplo toe loop/triplo salchow, splendido il doppio axel. Dal punto di vista stilistico l’atleta di Sara Locandro non ha la personalità esagerata di Tanja ma è cresciuta tantissimo ed esprime sempre un pattinaggio molto piacevole.
Note positive anche da Cristina Trani: che saltasse in modo superbo si sapeva, a Roccaraso ci è sembrata maturata nella gestione della gara, caratteristica che spesso in passato ha rappresentato il suo tallone di Achille; e poi l’atleta di Gabriele Quirini è talmente bella da vedere che spesso anche i pochi errori commessi passano in secondo piano.
Nella classifica di combinata ha vinto la medaglia d’argento Ilenia Baldisser, seguita da Paolo Colombo, che ha condotto a termine una gara del libero con luci e ombre ma ha avuto il merito di piazzarsi al terzo posto negli obbligatori di Bologna.
Se consideriamo che molte tra le atlete di punta per problemi fisici o per esigenze legate allo studio erano lontane dallo stato ottimale di forma, c’è di che essere soddisfatti in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.

Una categoria senior coppie artistico impoverita dagli infortuni e dagli abbandoni di attività che ha rischiato fino all’ultimo di perdere i protagonisti più attesi, Sara Venerucci/Matteo Guarise, alle prese con una stagione piena di problemi. L’evento agonistico, con la sua ineluttabilità da “dentro o fuori”, a volte serve a fare chiarezza nelle proprie convinzioni e speriamo davvero sia così per questa coppia che costituisce un patrimonio prezioso per il pattinaggio italiano.
Certo l’esito finale del programma lungo, quattro giudici su cinque hanno girato il “10.00” nel punteggio dello stile, sembra quasi impossibile conoscendo gli antefatti, ma il pattinaggio artistico a volte è sublime proprio per questo, la penna del miglior drammaturgo non saprebbe redigere un copione avvincente come quello che a volte sgorga naturale dalla lucida follia dei nostri protagonisti. Per una volta l’applauso finale del pubblico non era solo riferito allo splendido triplo rittbergher lanciato o alla consueta qualità del pattinaggio di Sara e Matteo, c’era un significato più profondo in quell’incitamento interminabile.
La medaglia d’argento è andata a Giulia Merli e Daniele Ragazzi che hanno coronato a Roccaraso la lunga rincorsa alle posizioni di vertice assoluto, un premio meritato alla costanza e determinazione mostrata in questi anni. Per loro qualche problema nel triplo ritt. e triplo salchow lanciati, ma ottimi nel triplo lutz e sicuri nei sollevamenti: una coppia di grande affidabilità per i prossimi appuntamenti internazionali. Il terzo posto sul podio è stato di Arianna Di Damiano/Alessandro Fratalocchi che all’esordio nella massima categoria davvero non potevano sperare in qualcosa di meglio: hanno condotto un buon campionato, ma è chiaro che dovranno lavorare ancora tanto per rientrare negli standard qualitativi che le coppie artistico italiane hanno sempre espresso.

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