Resoconto della settimana juniores! #reus2014 foto e risultati

TUTTI I RISULTATI

Ultima giornata di gare a Reus per la categoria Junior, che si conclude nel modo migliore per gli atleti azzurri. Ieri infatti sono scesi in pista gli atleti e le 10 finaliste femmine del libero col programma lungo, e l’Italia è salita sul gradino più alto del podio in entrambi i casi.
Letizia Ghiroldi ha terminato con una indiscutibile prima posizione, seguita dall’Argentina Giselle Soler che ha tentato di darle del filo da torcere ma che ha concluso con nove punti in meno della nostra. Le due si sono scambiate i ruoli nella combinata, dove la Soler è arrivata prima e la Ghiroldi seconda. Terza nel libero Pamela Maronese che è riuscita a salire sul podio scalzando la slovena Tanita Kaja Cerne, che invece si aggiudica il bronzo nella combinata.
Nei maschi ancora più agguerrita la lotta per il podio: il nostro Luca Lucaroni infatti ha dovuto dare il meglio di sé nella lotta col catalano Pere Marsinyach, che ha eseguito un lungo tecnicamente complesso ottenendo un punteggio di media 9.6. Ma non c’è stato niente da fare perché l’esibizione memorabile di Luca, tecnicamente eccezionale, ha travolto il pubblico e la giuria anche per l’interpretazione magistrale e la bellissima coreografia, con punteggio tra 9.8 e 9.9.
Marsinyach si rifà nella combinata dove viene proclamato campione del mondo, terzo Marco Bisciari (quinto nel libero).

In totale in questa prima settimana di gare l’Italia ha conquistato 7 medaglie d’oro, 5 d’argento e 4 di bronzo, per un totale di 16 medaglie. Da notare anche come tutti gli atleti convocati hanno vinto almeno una medaglia a testa, eccetto per Stefano Piccolo che in ogni caso ha ottenuto un ottimo quarto posto alla sua prima esperienza Mondiale. Dunque un ottimo bilancio che mette in luce l’ottimo lavoro dei tecnici della nazionale.
Da lunedì riprenderanno le gare con la nazionale Senior.

 

I giovani atleti hanno dato il tutto per tutto in una manciata di ore in cui alcuni di loro hanno dovuto affrontare ben due prove mondiali, riuscendo, come nel caso di Rachele Campagnol, a conquistare due titoli su due.

E’ nella Solo Dance infatti che oggi sono arrivate le prime medaglie. La stupenda esibizione di Rachele non ha lasciato dubbi alla giuria che le ha riconfermato il titolo mondiale, doppio plauso per lei dunque, anche perché, con le sagge parole di Fabio Hollan “non è facile vincere un titolo, è ancora più difficile mantenerlo”. Il tecnico è entusiasta anche dei risultati di Sara Zaggia, che conquista il bronzo al suo primo mondiale e al suo primo anno junior. E’ lei stessa a raccontarci che è un risultato che arriva inaspettato: “non mi aspettavo il podio, anche perché quest’anno non mi sono allenata moltissimo. L’anno prossimo mi impegnerò di più”.

Ottimo il risultato di Michele Nuti, secondo dopo il portoghese José Souto. Michele afferma sportivamente: “si sa che i portoghesi sono molto creativi nella danza libera. Lui ha fatto un bel disco e ha pattinato meglio. Quindi è giusto che abbia vinto. Il futuro sarà ancora più difficile perché l’anno prossimo sarò senior, ma cercherò di fare del mio meglio”. Quarto posto per Stefano Piccolo che non riesce a contenere la gioia: ” Ho fatto una bellissima gara, quello è il meglio che potevo dare. Il prossimo anno si tornerà ancora più forti”.

Sia la Campagnol che Nuti hanno avuto solo un paio d’ore per riposarsi e poi tornare in pista con i relativi partner per l’ultima gara delle coppie danza. E, nonostante la stanchezza, sono riusciti entrambi a eccellere: titolo mondiale per Rachele Campagnol e Alberto Maffei, medaglia d’argento per Jessica Ponzoni e Michele Nuti.

Tanta la tensione dopo una giornata di questo livello: “tanta paura e tanta stanchezza” ci racconta Rachele, “ma anche tanta felicità, una sensazione così non si vive in altri Campionati”. Per il compagno di gare Alberto Maffei quello di oggi “è la realizzazione di un sogno”. Non c’è lo stesso sorriso sui volti di Jessica e Michele, a causa di un errore di traiettoria alla fine del loro disco. “Sono amareggiata e delusa” racconta Jessica “era andato tutto bene fino a quel momento, mi è sembrato di aver buttato via un anno di allenamento. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e andare avanti”.
Il tecnico della nazionale Lorenza Residori ha espresso grande soddisfazione per gli eccellenti risultati ma anche un po’ di dispiacere per lo sconforto di Ponzoni e Nuti:
“Rachele e Alberto hanno fatto un’ottima prestazione, sia per quanto riguarda la danza originale sia per quanto riguarda il libero. Nella danza originale sono usciti per primi, quindi io ritengo che siano stati un po’ penalizzati, in quanto si sa che la giuria non ha di fronte tutta la gara. La danza libera è risultata nuova, particolare, originale ed è stata apprezzata. Per Ponzoni-Nuti una danza originale veramente bella, piacevolissima. Nel programma libero purtroppo c’è stato un errore di traiettoria che li ha penalizzati proprio nella parte conclusiva. La penalità c’è stata, ma non in maniera eclatante, perché l’errore era sul finire del disco e di conseguenza la perdita è stata minima. Sono dispiaciuta per l’umore dei ragazzi, il risultato sarebbe stato identico ma per loro è dura. Hanno sostenuto delle prove pesanti, con ritmi e orari molto intensi. Sono orgogliosa di loro”.

Nelle coppie artistico l’Italia è di nuovo la nazione numero uno al mondo grazie a Luca Lucaroni, Rebecca Tarlazzi e a Sharon Giannini e Matteo Rizzo: medaglia d’oro i primi e d’argento i secondi.

Rebecca ci racconta che nonostante fossero i favoriti la tensione era alta: “la gara è gara, e il risultato non è mai scontato. E’ andata come speravamo”. Soddisfatto anche Lucaroni che puntualizza: “ci sono state alcune piccole imprecisioni, ma nel complesso tutto bene. Abbiamo visto che il duro lavoro ripaga, e ti fa realizzare il tuo sogno”. I campioni del mondo fanno capire, dentro e fuori la pista, come i loro risultati siano il frutto di un lavoro raffinatissimo, mirato al perfezionamento di ogni più piccolo dettaglio. Matteo Rizzo, vice campione Junior con Sharon, ci racconta che invece questa esperienza per lui era davvero speciale: “il primo mondiale per me è stato praticamente da spettatore, questo era quello in cui per la prima volta sono arrivato da pattinatore vero e proprio. Una grandissima emozione”.

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