Portimao 2010: finisce bene la nazionale juniores

Finale coppie artistico junior

Classifica libero e combinata junior femminile
Classifica libero e combinata junior maschile

Alla Portimao Arena, dove si svolge la 55ma edizione dei Campionati Mondiali, si sono concluse le gare junior che hanno portato complessivamente 5 medaglie d’oro alla Nazionale azzurra. Ieri la prima finale in programma è stata quella del libero maschile, quasi superfluo sottolineare come l’attenzione di tutti fosse rivolta alla performance del campione in carica Dario Betti e al suo ormai famoso triplo axel. Un salto eseguito perfettamente più volte in allenamento e purtroppo non entrato in gara, una manifestazione tipica della crudeltà intrinseca al nostro sport dove la componente psicologica è determinante. Va dato atto comunque a Betti di averci provato senza remore, un’esecuzione in piena velocità, un salto che per ampiezza ha dato l’idea di quanto sia difficile avvicinarsi a questo elemento che per l’artistico rappresenta lo spartiacque virtuale tra il pattinaggio del passato e quello del futuro. Nel prosieguo della sua performance, nonostante l’errore iniziale abbia determinato qualche elemento non eseguito con la consueta pulizia, Betti ha trasmesso la sensazione di strapotere atletico e padronanza tecnica, con una coreografia molto impegnativa che non facilita certo il recupero durante il programma.
Anche la prova di Andrea Girotto ha evidenziato luci ed ombre, splendida la catena iniziale con i due tripli rittbergher, meno efficace la parte successiva con alcuni elementi sporcati e l’errore nel doppio axel. Girotto è talento allo stato puro, dotato di un’eleganza naturale che esprime anche nei gesti più semplici e gambe che spingono, non gli manca nulla di ciò che deve avere un grandissimo del pattinaggio: da lui, come da Dario Betti del resto, ci si aspetta ogni volta la prestazione da fenomeni ma non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di atleti giovanissimi con un processo di maturazione per forza di cose non ancora compiuto.
Tra i due azzurri, nella classifica del libero, si è inserito il brasiliano Gustavo Casado che ormai vive e si allena in Italia. Anche Gustavo è un ottimo atleta, come dimostra del resto la vittoria nella combinata: in alcuni elementi come il triplo rittbergher è ancora un passo indietro rispetto agli azzurri, ma stagione dopo stagione mette a segno grandi miglioramenti.
La graduatoria finale del libero, fotocopia di quella del 2009, risulta un po’ beffarda per Andrea Girotto che si deve accontentare della medaglia di bronzo nonostante tre giudici su sette lo piazzino al primo posto.

Non brillantissima come in altre occasioni ma comunque efficace ai fini della vittoria: questa in sintesi la prestazione di Silvia Nemesio che a Portimao ha bissato i titoli del libero e della combinata vinti a Friburgo nel 2009. Sappiamo di una vigilia mondiale problematica per i postumi di un infortunio e forse questo ha tolto qualcosa a Silvia in termini di sicurezza nei propri mezzi: nella prova ufficiale prima del libero ha evidenziato problemi nello stacco del triplo toe-loop, elemento che di solito esegue con grande facilità. In gara infatti, dopo la catena iniziale doppio axel-triplo salcow, ha sbagliato proprio il triplo toe-loop singolo mentre è riuscita a mettere dentro quello in catena pur con qualche difficoltà. Silvia ha vinto comunque senza discussioni, nonostante l’argentina Elizabeth Soler, seconda in classifica, fosse stata premiata con un punteggio francamente eccessivo per un programma fatto di salti tagliati e dall’impostazione tecnica discutibile.
Viviana D’Alessandro ha concluso al meglio un ottimo campionato mondiale, affrontato con l’umiltà di chi è all’esordio ma anche con la determinazione di chi vuole giocarsi tutte le carte a disposizione. Buono il doppio axel nel contesto di un programma senza errori, pattinato con la giusta incisività: per lei una medaglia di bronzo di assoluto prestigio che va a dare nuovo vigore alla scuola beneventana dopo i successi di Rosalba Genito.

Passano le stagioni ma la supremazia della scuola italiana nelle coppie artistico rimane inalterata: nonostante le frequenti collaborazioni dei nostri tecnici chiamati all’estero per portare il “verbo” della specialità, il gap degli atleti stranieri nei confronti dei nostri migliori elementi continua ad essere importante.
La gara junior delle coppie si è così risolta in un confronto diretto all’interno della squadra azzurra, doppiamente ravvicinato per il fatto che i due partner maschi appartengono entrambi alla scuola riminese. Si tratta di coppie molto vicine tra loro in quanto a valori assoluti: Virginia Desiderio e Marco Garelli avevano vinto il mondiale all’esordio lo scorso anno, Elena Lago e Andrea Carnolihanno stupito da subito per il feeling tecnico immediato vincendo in questa stagione il “Barbieri” e i Campionati Italiani. Si tratta di ottime coppie anche in prospettiva senior, con un bagaglio tecnico solido e completo, maturato attraverso tante esperienze precedenti con partner diversi, ed una buona presenza fisica. Forse manca ad entrambe qualcosa dal punto di vista della personalità ma è chiaro che in questo senso hanno ampi margini di miglioramento. Hanno condotto un Campionato molto regolare e nel programma conclusivo, ai fini dell’assegnazione del titolo, probabilmente il triplo rittbergher lanciato di Elena e Andrea ha fatto la differenza.
Nelle coppie artistico abbiamo il nostro “tesoretto”, il futuro della specialità è assicurato.

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