Nella mani del destino, Capitolo 2 – La nuova esperienza coreografica con Renovatio

renovatio

Settimana scorsa abbiamo dato il via a questa nuova iniziativa artistica.
Pattinaggio artistico, arte, letteratura guardatela da questo punto di vista, uno nuovo.

Il piccolo gruppo Renovatio guidato dalle idee coreografico/artistiche di Massimo Carraro, non si ferma al contesto competitivo ma fa continuare il flusso di emozioni , dal pubblico di un palazzetto, al pubblico letterario.

Ogni volta un’emozione nuova: dall’ottimo esordio con “Odi Et Amo” (dove vinsero il campionato del mondo) ad oggi, il piccolo gruppo di pattinaggio artistico della specialità Show continua a stupirci e ci inoltra i brani,  i capitoli di queste piccole storie di vita. Storie da interpretare come ogni buon lettore saprebbe fare.

 

Nelle mani del destino  | Capitolo 2

Jes

Un metro quadrato.
Ecco lo spazio che le era rimasto per ballare.

Non aveva coni di luce o occhi di bue che seguivano il suo corpo mentre riempiva lo spazio, non aveva platee ammutolite e occhi capaci di seguirla in quello che lei  amava fare.
La musica non veniva da strumenti suonati solo ed esclusivamente per lei.

A 3 anni Jes ebbe la sua piccola rivelazione. Lo ricorda bene perchè era la mattina di Natale, tutto era di un bianco candido, la neve quell’anno fu abbondante. Suonava lo Schiaccianoci di Čajkovskij, era infatti tradizione in quella giornata mettere la videocassetta del balletto: La madre di Jes diceva che creava la giusta atmosfera. Ed era così; lo era sicuramente per la piccola Jes.
Quella musica e quei movimenti erano in perfetta armonia tra di loro e lei non potè fare altro che alzarsi e imitare quello che vedeva.

A 15 anni la sua passione e il suo indiscusso talento l’avevano già fatta diventare una ballerina davvero talentuosa, nessun’altra nel suo corso poteva pensare di eguagliare la sua bravura tecnica e interpretativa.
Il suo destino sembrava cominciare lì, si immaginava sui palcoscenici del Bolshoi di Mosca, alla Scala di Milano, al Royal Opera House di Londra.

Ma furono le parole della sua insegnante a congelare i suoi sogni.
“Jes, una ballerina classica deve avere talento e passione, cose che a te non mancano; ma la fisicità è una componente fondamentale che tu non hai.” E purtroppo era la verità, ora era innegabile.
Si era sempre vergognata di quel corpo di donna che così si allontava dalle linee esili delle grandi Etoile che lei ammirava.

Eppure Jes era bellissima.

A volte il destino ci fa arrivare tanto vicini ai nostri obiettivi per poi farci cadere senza concederci la possibilità di riprovarci. Ora aveva un metro quadrato. Aveva musica elettronica, luci strobo e un pubblico a cui non interessava l’armonia dei suoi movimenti.

Ballava su quel cubo per guadagnarsi da vivere aspettando il giorno della vera rivelazione: aspettando di trovare il suo posto nel mondo.

 

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