Mental training nel pattinaggio, l’esperienza di Paola Fraschini

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Vi proponiamo con entusiasmo una nuova intervista alla pluri medagliata Paola Fraschini dove ripercorriamo con lei le esperienze extra gare di questa sportiva d’eccellenza, tra le tante l’importanza della preparazione psicologia alla competizione (e alla vita) tramite il mental training.

Ciao Paola, raccontaci la tua esperienza con Pattinaggio Creativo.

Ho conosciuto Marta Bravin, fondatrice e direttrice artistica di pattinaggio creativo, quest’estate e da subito c’è stato un buon feeling perché entrambe con idee molto simili sul portare il pattinaggio in ambiti un po’ diversi e di farlo conoscere a più persone possibili anche sotto un’ottica che non sia la solita competizione. Ho partecipato con la compagnia alla realizzazione di uno spettacolo al teatro Gorgonzola all’inizio di settembre ed é stata un’esperienza molto stimolante che mi ha permesso di confrontarmi con atleti provenienti dal ghiaccio e da realtà diverse dalla mia!

Come mai hai deciso di fare un tuo sito personale?

Ho deciso di creare un sito perché il web é il mezzo di comunicazione più immediato al giorno d’oggi! L’ho creata soprattutto per il blog www.paolattitude.com in cui lo scopo é quello di aiutare altri atleti, soprattutto da un punto di vista mentale, attraverso e grazie alla mia esperienza.

Hai un master in psicologia dello sport. Quanto è importante per un atleta essere supportato dal punto di vista psicologico? Potresti raccontarci qualche tua esperienza personale di mental training?

Per me l’aspetto mentale nello sport ha un valore altissimo. Ho studiato e applicato su di me tantissime tecniche che mi hanno permesso di raggiungere risultati strepitosi e a volte inaspettati. Prima del mondiale 2009 mi sono fratturata il gomito destro (esattamente 2 mesi prima della competizione) e con un braccio rotto non potevo fare nulla se non allenamento mentale. Era per me la prima volta che utilizzavo certe tecniche e avevo necessità di provarle se volevo tentare di gareggiare! Nonostante le sole 3 settimane d’allenamento fisico sono riuscita (ammetto con tante difficoltà e peripezie) a vincere il mondiale! Per me é stata un’esperienza che mi ha cambiata per sempre. Da lì ho cominciato a studiare, a frequentare un master in psicologia sportiva e a voler in continuazione crescere e insegnare ad altri a diventare campioni anche e soprattutto usando la mente in un modo vincente!

La maggior parte degli allenatori non ha sufficienti basi di psicologia sportiva e pedagogia. Quali sono secondo te le cose più importanti che ogni allenatore dovrebbe conoscere da questo punto di vista?

Premetto che non è facile saper fare tutto e per me non é semplice snocciolare in poche parole concetti importanti! Quello che posso però consigliare ad un allenatore é quello di riuscire a far uscire dall’atleta la propria personalità, senza mettere stress o ansie particolari sulle gare ma trasmettendo una grande passione e fiducia nelle capacità dell’atleta stesso. L’appoggio e un clima di serenità sono senz’altro le basi per dare il meglio di se stessi!

 Oltre al master di psicologia sei anche fisioterapista sportiva. Ogni sport influisce in maniera diversa sul corpo umano. Quali sono secondo te gli aspetti positivi e quelli negativi del pattinaggio?

Si sono anche fisioterapista. Ho una passione per tutto ciò che il nostro corpo può creare e attraverso lo studio e la pratica mi piace tutt’oggi capire e sperimentare attraverso me stessa e gli altri il potenziale umano e crescere con nuove esperienze. Per questo studio danza, canto, pratico yoga… insomma mi piace vedere fino a che punto il mio corpo può creare. Credo che il pattinaggio abbia tanti aspetti positivi. Oltre ad avere tutti i connotati degli altri sport è anche artistico perciò mette in moto una sfera emotiva che necessita di esprimersi. Come tutte le cose, se il corpo non é rispettato può portare a danni e a problematiche fisiche di vario tipo!

 Come vedi il tuo futuro nel pattinaggio?

Voglio vedere un futuro ricco di soddisfazioni, senz’altro diverse da prima, ma comunque altrettanto importanti! Mi piace portare ad altri atleti la mia esperienza attraverso stage, coreografie ed allenamenti e vorrei continuare ad esibirmi, anche in modi un po’ alternativi, portando innovazione e novità. Per me “stare in scena” significa avere la possibilità di portare bellezza ed emozioni positive alle persone che mi guardano! Sento che posso ancora dare tanto e ho sempre voglia di mettermi in gioco anche in modi un po’ diversi dal solito.

Rivelaci tre cose di te che la maggior parte delle persone non conosce.

Mmmm…difficile questa 1- mi piace praticare yoga di mattino! 2- sono disordinata, lo ammetto, ma dicono sia dovuto ad una mentalità creativa quindi ben venga!:) 3- tengo un diario in cui scrivo e mi appunto idee, pensieri, emozioni.

 

Ringrazio Paola Fraschini per la sua disponibilità augurandole un futuro ricco di soddisfazioni .
Un intervista di Metka Kuk

 

 

 

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