Lucija Mlinaric, emozioni d’oro.

Siamo onorati e lusingati di poter scrivere di lei, una delle pattinatrici più grandi del pattinaggio a rotelle. Lucija Mlinaric ha segnato con la sua storia, la sua vita tutti gli appassionati del settore rotellistico e in collaborazione con Risport Skates siamo felici di dar voce alle sue bellissime parole. L’intervista di Metka Kuk (tradotta anche in sloveno a fine pagina).

1. Quando e perché hai iniziato a pattinare?
Mi ricordo di aver ricevuto i primi pattini giocattolo come regalo di natale nel 1988. Già da subito mi sono piaciuti e come mi racconta spesso mia mamma li tenevo sempre adosso. Mia sorella Marjana aveva problemi alla spina dorsale e i medici le consigliarono di fare attività sportiva. I genitori ci hanno perciò indirizzate verso il pattinaggio iscrivendoci al Klub K.U.K. di Nova Gorica (Slo), dove ho mosso i miei primi passi a soli tre anni e mezzo.

2. Quale gara ti ha portato più soddisfazioni?
Penso che ogni competizione sia una storia a sé, unica e particolare. Se dovessi sceglierne una allora opterei per la mia vittoria sul cancro. Per quale motivo? E’ stato il mio “programma lungo” della vita che è durato molto ed aveva gli “elementi” più difficili, che però sono riuscita a superare con tutti 10.0.

3. La notizia della tua malattia si è diffusa subito nel mondo del pattinaggio. Come hai vissuto questo momento?
Se non avessi avuto la grande famiglia del pattinaggio, sarebbe stato molto peggio. Ricordo che a Cali per i World games i miei amici Italiani mi hanno fatto capire – tra le righe – che sapevano della mia malattia. Mi sentii il cuore alleggerito di un gran peso. Il viaggio durato dieci giorni , il gareggiare e la compagnia degli amici di tutto il mondo sono stati per me la migliore terapia. Non dimenticherò mai come durante la gara in Argentina mi hanno accompagnato tutti in pista. È stato emozionante ed indimenticabile. Ogni parola e pensiero positivo di questa grande famiglia mi ha dato speranza e un motivo in più per combattere.

4. Che modello di stivaletto usi? Quali sono i suoi pregi?
Uso i Risport Rubino. Il designe mi piace moltissimo soprattutto il dettaglio-disegno sulla parte esterna del pattino che lo rende più elegante. Lo scarponcino è leggero, comodo e sostiene la caviglia e la pianta del piede. Normalmente gli altri stivaletti si rompevano nella parte mobile della caviglia, mentre lo scarponcino Risport modello Rubino è molto più resistente. Indosso i Rubino tutti i giorni è posso affermare che sono veramente comodi.

5. La tua più grande rivale è Debora Sbei di cui sei anche amica. Raccontaci di questa amicizia e rivalità?
Molti mi chiedono come ciò sia possibile, in pista siamo rivali e fuori buone amiche. Tutto l’anno ci alleniamo per eseguire il nostro programma senza errori e prima delle gare ci auguriamo a vicenda di eseguirlo in maniera ottimale. Ci unisce un interesse comune che è l’amore per questo sport. Credo che nello sport non ci dovrebbero essere invidie ma ci si dovrebbe sostenere a vicenda, augurasi il meglio. Debora è una ragazza d’oro e sono veramente onorata di essere sua amica anche nella vita privata. Ci sentiamo quasi ogni giorno, condividiamo sia i momenti felici che quelli più difficili e appena possibile ci incontriamo. Durante la mia carriera sportiva ho gareggiato anche con Tanja Romano con cui ho fatto amicizia. Anche con lei ci sentiamo spesso e ogni tanto ci incontriamo. Il pattinaggio mi ha portato a conoscere i migliori amici.

6. Le musiche dei tuoi programmi di gara le cerchi da sola o te le propone il tuo allenatore?
Di solito me le consigliava l’allenatore e insieme sceglievamo quella più adatta per comporre il programma. L’ultimo programma me l’ ha regalato Sandro Guerra che ha scelto la musica. È indimenticabile quando vedi di poter riuscire ad alzare il tuo livello ancora più in alto. Ho sempre cercato qualcosa di nuovo : per questo ho cambiato generi e stili. Non hai mai finito di imparare, scoprire e provare a superare i propri limiti.

7. Nella FIRS sei rappresentante dei pattinatori. Quali funzioni comprende questo ruolo?
Ai mondiali in Nuova Zelanda i partecipanti hanno votato me e Gustavo Casado come rappresentanti dei pattinatori. Rappresentiamo tutti i pattinatori dell’artistico e siamo la loro voce.

8. Nel pattinaggio si usa lo stesso criterio di giudizio da decenni. Secondo te questo criterio è giusto o sarebbe opportuno modificarlo?
Penso che sia arrivato il momento di iniziare pian piano a passare al nuovo sistema di giudizio. Questo è pattinaggio artistico. Sono contenta di vedere che sempre più pattinatori scelgono di eseguire programmi impegnativi sia da un punto di vista tecnico che artistico.

9. Quali sono i tuoi futuri obiettivi?
Prima di tutto ho in programma il 7 novembre di concludere ufficialmente la mia carriera agonistica con tutti i miei amici pattinatori, poiché il mio corpo -anche a causa delle cure mediche – non è più in grado di sopportare grandi sforzi. L’anno scorso è stato un anno da sogno. Desidero rimanere nell’ambito del pattinaggio perchè fa parte della mia vita. Quando mi incontro con gli amici alle competizioni, questi mi trasmettono forza e motivazione. Comunque mi lascio trasportare dagli eventi della vita e sto per terminare gli studi universitari. Prima della mallatia avevo degli obbiettivi molto precisi che in un attimo si sono spezzati. Ho degli obbiettivi a lungo termine che però non sono temporalmente ancora definiti.

10. Se avessi l’opportunità cosa miglioreresti nel pattinaggio?
A questa decima domanda non scriverei modifiche e ti rispondo: Tutti speriamo che il pattinaggio artistico a rotelle entri nelle liste degli sport ammessi alle olimpiadi. Secondo me siamo sulla buona strada.

Ringrazio Lucija della collaborazione augurandole di raggiungere i futuri obbiettivi che si è posta.

Metka Kuk

  1. Kdaj in zakaj si se odločila za kotalkanje?
    Bežno se spomnim, da sem za Božič leta 1988 dobila prve kotalke na paščke. Takoj sem se zaljubila v kotalke in kot mi je mama pripovedovala, sem jih vedno imela obute. Sestra Marjana je imela težave s hrbtenico in so ji svetovali, naj se prične ukvarjati s športom. Seveda, sledila sem starejši sestri in starši so naju vpisali v Klub za umetnostno kotalkanje Nova Gorica, kjer sem se pri treh letih in pol začela svoje prve korake.

  2. S katero o tvojih tekem si najbolj zadovoljna in zakaj?
    Mislim, da je vsaka tekma bila zgodba zase, vsaka izmed njih ima svojo zgodbo zadaj, tako da je čisto vsaka izmed njih posebna in unikatna. Če pa že morem izpostaviti eno izmed njih, je to življenska zmaga nad rakom. Zakaj? Ker je življenski ‘dolgi program’ trajal najdlje in imel najtežje elemente, ki pa sem jih opravila s samimi 10.0.

  3. Novica tvoje bolezni se je v kotalkarskem svetu zelo hitro razširila. Kako si to sprejela?
    Če ne bi imela te velike kotalkrske družine, bi mi bilo veliko težje. Spomnim se, da so mi v Caliju, na Svetovnih igrah, prijatelji iz Italije po ovinkih dali vedeti, da vedo za mojo bolezen. Odvalil se mi je kamen iz srca. 10 dnevno potovanje, druženje in nastopanje s prijatelji iz celega sveta, je bila zame najboljša terapija. Nikoli ne bom pozabila, ko so me na tekmovanju v Argenitini vsi pospremili na ploščo. Bilo je čistveno, nepozabno. Vsaka pozitivna beseda, misel te velike družine, so mi vlivale upanje in motiv, da se borim. Ko veš, da nisi sam, je veliko lažje.

  4. Kateri model čevljev uporabljaš? Katere so njegove prednosti?
    Uporabljam Risport Rubino. Že sam dizajn čevlja mi je všeč, poleg tega pa tudi detajl – vzorec na zunanji strani čevlja- naredi le tega še bolj elegantnega. Je lahek čevelj, udoben, ki pa drži stopalo in gleženj fiksno. Navadno so se mi čevlji zlomili na pregibu, a Risport Rubino se mi še nikoli ni, tako da lahko rečem, da je vzdržljiv čevelj. Čevelj/kotalke imam velikokrat na nogi ves dan in moram reči, da so več kot udobni.

  5. Tvoja največja tekmica v svetovnem merilu je Debora Sbei, ki je tudi tvoja prijateljica. Lahko nam bi povedala kako doživljaš to prijateljstvo in tekmovalnost.
    Veliko jih sprašuje, kako je to sploh mogoče. Na plošči sva tekmici, izven nje pa zelo dobri prijateljici. Priželiva si ena drugi, da opraviva svoje nastope tako kot znava, saj zato trenirava celo leto. Delimo si ljubezen do tega športa, druži nas skupen interes. Mislim, da v športu ne bi smelo biti sovraštva. Potrebno se je spodbujati, želeti dobro, saj se le dobro z dobrim vrača. Debora je zlata punca in počaščena sem, da sem njena prijateljica tudi v privat življenju. Slišiva se skoraj vsak dan, deliva tako vesele kot težke trenutke in ko je le mogoče se tudi obiščeva. Prav tako se slišiva in vidiva tudi z Tanjo Romano, s katero sva spletli prijateljstvo ko sva tekmovali skupaj. Kotalkanje mi je dalo res najboljše prijatelje.

  6. Kako izbiraš glasbo za svoje programe? Si jih sama poiščeš ali ti jih svetuje trener?
    Navadno mi jih je trener predlagal, potem pa sva se skupaj odločila, na katero bomo sestavili program. Zadnjega mi je izbral Sandro Guerra, ki mi je tudi podaril program. Bilo je nepozabno, ko vidiš, da lahko premakneš mejo pri sebi še veliko više. Vedno sem si želela neki novega. Menjala sem stile, zvrsti. Vedno se lahko še nekaj novega naučiš, odkriješ in premikaš meje svojih sposobnosti.

  7. V svetovni zvezi FIRS si kot predstavnica kotalkarjev. Kakšne funkcije imaš pri opravljanju te vloge?
    Tekmovalci so me na svetovnem prvenstvu na Novi Zelandiji izvolili kot predstavnico umetnostnih kotalkarjev skupaj z Gustavom Casadom. Predstavljava vse umetnostne kotalkarje in sva tudi njihov glas.

  8. Že več desetletij se pri kotalkanju uporablja vedno enak način sojenja. Se ti zdi to sojenje pravilno?
    Mislim, da je prišel čas, da počasi preidemo na nov sistem sojenja. To je umetnostno kotalkanje. Vesela sem, ko vidim, da ima vedno več tekmovalcev tako tehnično zahteven program, kot tudi umetniško.

  9. Kateri so tvoji bodoči cilji?
    Najprej se bom 7. novembra uradno poslovila od tekmovalne kariere med kotalkarskimi prijatelji, saj moje telo tudi zaradi zdravljenja ne premore več takšnih naporov. Poleg tega pa sem lansko leto zaključila sanjsko. Želim si ostati v kotalkanju, saj to je moje življenje. Ko se srečam s prijatelji na tekmovanjih mi dajejo moč in motivacijo. Drugače pa se preuščam toku življenja. Sedaj zaključujem fakulteto. Pred boleznijo sem imela zastavljene cilje, ki so se mi v trenutku razdrobili na koščke. Imam dolgoročne cilje, a le ti niso časovno omejeni.

  10. Kaj bi najraje izboljšala v kotalkanju, če bi lahko to storila?
    Na to 10 vprašanje nebi neki dosti pisala sprememb, mogoče ti odgovorim tako: Vsi strmimo k temu, da bi umetnostno kotalkanje prišlo na listo športov, ki so na olimpijskih igrah. Mislim, da smo na dobri poti.

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