Livello stellare al campionato del mondo #reus2014 Video e Foto di Raniero Corbelletti

Gran finale a reus 2014
from Fihp

Gran finale a Reus oggi pomeriggio. Il Pavellò Olimpico letteralmente esplodeva di gente accorsa per assistere alla conclusione della manifestazione mondiale. Che la gara fosse apertissima lo avevamo annunciato nei giorni precedenti, e così è stato. Diverse le sorprese nelle gare di oggi. La gara femminile ha visto la vittoria di Debora Sbei, campionessa del mondo nel libero per la quarta volta da senior, campionessa del mondo nella combinata per la quinta consecutivamente. Debora non è però completamente soddisfatta della sua prestazione: “Purtroppo nella prova ho avuto un problema tecnico al pattino. Credo che questo mi abbia deconcentrato un po’. All’inizio del disco c’è stata una caduta quindi sapevo che non potevo più commettere errori. Ho presentato delle difficoltà importanti e impegnative soprattutto per una donna, però proprio per questo volevo dimostrare di essere in grado di farle al meglio. Purtroppo non sempre va come si desidera”.

Ma sono le gare per la medaglia d’argento ad aver sorpreso di più: è Silvia Lambruschi con una grande esibizione a imporsi come vice campionessa sia sulla slovena Lucjia Mlinaric che sulla connazionale Silvia Nemesio, che esce dal podio e arriva quarta dopo il bronzo dello scorso anno. “Per essere al mio primo anno da senior per me questo risultato è stato fantastico, anche perché sono riuscita in un gran recupero dopo lo short” commenta Silvia “sono entrata con grinta cercando di dare il massimo e il massimo è stato ripagato”.

Nel maschile la gara è stata ancora più spettacolare. E’ stato Alessandro Amadesi a stravolgere le carte in tavola con la prodezza dei suoi salti, scalzando dal podio l’ex campione del mondo in carica, il brasiliano Gustavo Casado, medaglia d’argento, e lasciando il terzo posto ad Andrea Girotto, argento l’anno scorso. La classifica dello short è stata quindi letteralmente rovesciata. Amadesi non si aspettava di arrivare primo: “gli altri atleti con cui concorrevo per il titolo erano preparatissimi” ammette con sportività “però la gara è così. Sono riuscito a non cadere, e quando si arriva a questo livello vince chi fa il disco più pulito”.

Girotto, che nello short dominava la classifica, chiaramente si aspettava di più, quindi è con un pizzico di delusione che racconta: “la gara è stata molto impegnativa, soprattutto dal punto di vista psicologico. Da un lato mi è dispiaciuto non essere riuscito a condurre la gara come avrei desiderato, dall’altro sono comunque contento del lavoro che ho fatto in pista. Sono riuscito a eseguire determinate difficoltà che mi ero prefissato, ovviamente sono un po’ dispiaciuto del risultato. Ma ora so su che aspetti dovrò lavorare nel futuro”.

Anche per il tecnico della nazionale Michele Terruzzi quella di oggi è stata una gara spettacolare e combattutissima: “le condizioni non erano facili, 3.500 persone a guardarli e un forte tifo per gli atleti di casa. Ci sono state alcune imperfezioni nei programmi, ma erano molti anni che non si vedevano un livello e una battaglia così alti.

In campo femminile Debora si è presentata in condizioni stratosferiche, nelle prove l’abbiamo vista fare cose davvero incredibili. Purtroppo qui non è stato possibile allenarsi regolarmente, e poi il suo programma era estremamente difficile. Se uno riesce a vincere nonostante qualche sbavatura vuol dire che è proprio un fuoriclasse. Ha stupito tutti la Lambruschi, che da esordiente è arrivata seconda. Piccolo rammarico per Silvia Nemesio che è arrivata terza in combinata e non ha espresso al massimo le sue capacità: in questi giorni di prove ci ha deliziato coi suoi salti stupendi e purtroppo la parte emozionale ha inciso parecchio.
Nei maschi un esordiente è andato subito alla medaglia d’oro, Alessandro Amadesi: gran carattere, gran salti, gran velocità. Anche lui qualche piccola sbavatura ma è quello forse ha retto di più eseguendo il miglior programma. Un rammarico per Andrea Girotto che ha delle potenzialità incredibili e oggi purtroppo non ha pattinato al meglio. Grande invece la rimonta di Enrico Sansone, che è arrivato settimo con un programma ricco di difficoltà ed ha vinto il bronzo nella combinata”.


Anche nei grandi gruppi l’Italia consegue un ottimo risultato con il gruppo Cristal, medaglia di bronzo. La squadra vicentina con “Gran Casinò” ha mostrato uno spettacolo molto particolare e innovativo sia per i ritmi che per l’ambientazione. Era una gara difficile, infatti i nostri giocavano in casa dei gruppi più forti del mondo, Olot, Masnou, Reus, che hanno dato prova di grande talento in questa specialità vincendo meritatamente oro e argento (Olot primi e Masnou secondi). “Probabilmente è stato uno dei campionati più difficili a cui il Cristal ha partecipato” raccontano Massimo Carraro e Betti Resello, coreografo e allenatrice “uno dei sette. La cosa più difficile è capire cosa vuole vedere il pubblico. Però è stata una bella sfida quella di provare a cambiare un po’ il nostro modo di pattinare ed è stata accolta bene. Quindi siamo molto soddisfatti”.
Quinto lo Stars Group con lo spettacolo con “A letter from the war”, settimi gli Show Roller Team con “Red Coral”.
Il bilancio totale mostra un’Italia imbattibile nel pattinaggio artistico a rotelle: 8 titoli conquistati su 13.


La parola di Sara Locandro
from FIHP

Sara Locandro, coordinatrice del team di tecnici della nazionale italiana, fa il punto sui risultati della nazionale quando le gare stanno per giungere alla conclusione e al momento clou per gli atleti del libero.

“Ieri è stata una giornata fantastica per quanto riguarda la danza. Abbiamo fatto primo, secondo e terzo posto con Comin De Candido-Morandin, Leoni-Spigai e Stibilj-Bassi. Non sono stati semplicemente dei risultati da podio, ma delle esibizioni che hanno eccitato il pubblico al massimo. Ognuna delle tre coppie, con il suo stile diverso, ha presentato un programma meraviglioso. E’ stato un vero e proprio spettacolo, che ha dimostrato una volta in più che la nostra crescita è esponenziale e che la differenza tra noi e le altre nazioni sta diventando incolmabile.

Per quanto riguarda i maschi la gara dello short è stata difficilissima, ci sono almeno una decina di atleti di altissimo livello, che presentano tutti dei tripli ed eccellenti coreografie. Siamo in testa con Andrea Girotto che, con uno stile impeccabile, non ha dato la possibilità agli altri di inserirsi. Ed effettivamente lui ha una coreografia, un’interpretazione, una personalità tali che anche quando esegue un salto non perfetto il complesso della gara risulta comunque superiore. Secondo al momento Casado, che si allena in Italia e che quindi da un certo punto di vista è quasi come se fosse uno dei nostri. Amadesi, al momento terzo, a detta di tutti ha fatto dei salti bellissimi. Sono stati tutti talmente bravi che è difficile fare una classifica. Domani la gara è apertissima. Enrico Sansone, nono, considerando che è un atleta giovane ed alle prime esperienze, si è difeso egregiamente, con un disco pulito. Un elemento da far crescere per il futuro.

Anche nelle femmine abbiamo tre splendide atlete: qualunque delle tre dovesse primeggiare non sarebbe un male per le altre. La Nemesio si è fatta apprezzare per la qualità dei salti, alti; la Sbei per la pulizia, la tecnica, la maturità artistica; la Lambruschi è al suo primo anno di senior e che si trovi già tra i primissimi posti (quarta) è un ottimo risultato. E’ una bella atleta, veloce, potente, con delle difficoltà ben costruite.

Domani il gran finale con il lungo di maschi e femmine e la gara dei grandi gruppi. Lo spettacolo sarà così importante che i biglietti sono esauriti e saranno in molti quelli che purtroppo non potranno assistervi”.

I VIDEO DELLE PERFORMANCE
I RISULTATI E LE INTERVISTE


Venerdì la gara dei piccoli gruppi

Oggi a Reus i grandi protagonisti sono stati i piccoli gruppi. 19 formazioni da tutto il mondo hanno trasformato questa giornata di gare in un vero e proprio spettacolo.
Da tempo la partecipazione non era così elevata, e il pubblico ha potuto godere di esibizioni non solo di grande livello, ma anche ricche di divertimento, ritmo, interpretazione e spettacolarità, a cui hanno contribuito i magnifici costumi, parti integranti delle complesse coreografie.
Dalle guerriere amazzoni alle ambientazioni azteche, dal clima regale della Francia settecentesca alle tenebrose vicende di Dracula, non c’è stato tempo di staccare gli occhi dalla pista.
Ha spiccato tra le altre lo storico esordio del team Sudafricano, prima volta nella storia del pattinaggio a rotelle, che ha trovato particolare favore del pubblico per l’originalità dello spettacolo.
Proclamati campioni del mondo gli atleti del gruppo Division, che sono riusciti nell’impresa di bissare il titolo consecutivamente. La squadra di Portogruaro (VE), guidata dall’allenatore Roberto Callegher, si è distinto grazie a uno spettacolo divertente, movimentato e tecnicamente pulito. “El Lento Conquistador”, storia di due ‘caballeros mexicanos’ che si contendono la bella del villaggio a ritmo latino, li ha portati al trionfo nello stesso anno in cui hanno vinto anche gli italiani e gli europei. Una tripletta che certifica un lavoro di grande qualità.
Secondi a sorpresa gli spagnoli L’Aldea C.P con un disco ispirato alle vicende del “Pifferaio Magico”. Terzo classificato il pluripremiato Blanes, con una esibizione che ha trovato giudizi contrastanti tra il pubblico.
Quarto il pattinaggio Dueville col gruppo Aries. La squadra vicentina, allenata da Eleonora Rizzo e Daniele Tessaro, ha messo in pista un emozionante spettacolo ispirato alla vicenda che ha dato origine alla ricorrenza dell’8 marzo: uno dei primi scioperi di donne, terminato con la morte delle lavoratrici.
Sesto il gruppo Renovatio con un’esibizione che ha spiccato per eleganza ed innovazione, sui ritmi di “My Body is a Cage” di Peter Gabriel.

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