L’esperienza di Silvia Marangoni campionessa dell’inline artistico per la prima volta intervistata da Skatingidea

Silvia, vicecampionessa del mondo, dopo un errore nello short hai tirato fuori la grinta nel lungo dimostrando ciò che sai fare! Hai lottato fino in fondo per la medaglia d’oro rendendoci fieri di te, raccontaci come hai vissuto questo mondiale!

Quest’anno Natalie Motley ha vinto dopo tanti anni che ci giocavamo il titolo ed è stato un mondiale molto combattuto fino in fondo! Mi dispiace aver sbagliato la trottola nello short e il salcow nel lungo perché potevamo batterci ad armi pari se non avessi fatto errori!
Sto cercando di vivere in modo positivo questa mia medaglia d’argento, soprattutto perché da molto più valore alle mie dieci medaglie precedenti, infatti questa vittoria della statunitense dimostra che c’è qualcuno in grado di battermi e ogni anno devo dare il meglio di me per raggiungere il primo posto!
Tra l’altro sarà un motivo in più per cercare l’anno prossimo di riprendermi il titolo e dedicarlo ad Antonio!

Hai avuto un infortunio abbastanza grave, spiegaci cosa è successo…

A dicembre del 2013 ho avuto un’ernia cervicale, sono stata in ospedale per 15 giorni e costretta sulla seggiola a rotelle fino a Febbraio! Ho ripreso ad allenarmi solo a Marzo e ovviamente il mondiale così anticipato non ha aiutato. In sei mesi ho dovuto fare gli allenamenti che di solito faccio in un anno, quindi mi sento fortunata ad aver conquistato questa medaglia!

Secondo te cosa rende un campione tale?

Innanzi tutto un campione deve esserlo fuori dalla pista! Senza l’umiltà puoi avere tutto il talento possibile ma non sarai mai un campione. Inoltre serve l’esperienza che si acquisisce con il tempo! Gareggiando molto spesso con gli Junior mi piace trasmettere le mie esperienze ai più giovani e arricchire il loro bagaglio e ciò che cerco di trasfondere ai ragazzi è il mio motto: Crederci Sempre, Arrendersi MAI!

Quale Junior, a tuo parere, ha la stoffa del campione?

Tutti i ragazzi che pattinano a questi livelli hanno la stoffa del campione perché fanno ore e ore di allenamenti senza mai mollare, ma credo che i due ragazzi che più hanno la mentalità da campioni siano Luca Lucaroni e Letizia Ghiroldi; con la loro umiltà e voglia di fare sono già dei campioni! Soprattutto fuori dalla pista, in questi due anni ho avuto modo di conoscerli meglio e sono veramente dei ragazzi fenomenali!

A chi devi i tuoi innumerevoli risultati?

Beh, dietro ogni atleta c’è sempre un team fortissimo! Io mi ritengo fortunata ad avere un team del genere e ringrazio tutti:
I miei allenatori Samo Kokorovec, Andrea Barbieri, il mio Coreografo Gabriele Quirini, la Roll Line che mi fornisce sempre le ruote migliori che esistano, Edea per le scarpe, tutto lo staff della Nazionale, il mio preparatore e ultima, ma non per importanza, la mia famiglia!IMG_6311.PNG

 

Intervista di Marco Pescatori

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