La grande storia di Antonio Panfili e le difficoltà del passaggio al mondo delle rotelle.

antonio panfili

Presentiamo tramite la bella intervista di Metka Kuk l’azzurro portabandiera della disciplina dell’artistico inline, Antonio Panfili bronzo al mondiale 2016 Novara si presenta per la prima volta al mondo delle rotelle. Buona lettura a tutti!

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antonio panfili

Hai  iniziato come pattinatore su ghiaccio. Raccontaci perché hai deciso di provare i pattini inline e come ne sei venuto a conoscenza.

Ho passato tre anni lontano dai miei, prima nella Sportivi Ghiaccio Asiago e poi all’Ice Club Torino, allenandomi molte ore ogni giorno e sono riuscito a raggiungere ottimi risultati ma ad un certo punto della vita bisogna pensare al proprio futuro. È così che sono tornato a casa per dedicarmi completamente allo studio, attualmente frequento la facoltà di informatica all’università Ca’ Foscari. Speravo di riuscire a continuare gli allenamenti su ghiaccio almeno qualche giorno alla settimana ma purtroppo, dove abito io, non ci sono stadi del ghiaccio ed i più vicini distano più di un’ora quindi, per i primi due mesi, non sono stato capace di infilarmi i pattini una sola volta. Mia sorella già da tempo insegnava inline ad un gruppo di ragazzi/e a Spinea e alla fine è riuscita a convincermi ad indossare un paio di pattini a rotelle. Ho iniziato così, ridendoci su e prendendolo come un divertimento per tenermi in forma ed è proprio in questo periodo che sono stato contattato da Marta Bravin come performer in un evento su ghiaccio. Anche Marta insegna sia ghiaccio che inline.  Entrando nell’ambiente e vedendo la possibilità di continuare ad esprimermi sui pattini, mi sono convinto a riprendere l’agonismo e a rimettermi in gioco, questa volta con tre ruote invece di una lama.

   

Questo era il tuo primo mondiale FIRS con i pattini inline. Quali differenze hai notato rispetto al mondiale WIFSA e al mondiale su ghiaccio?

Il 2016 è stato un anno pieno di emozioni e di nuove esperienze. Vincere il mondiale open WIFSA è stato un riscatto per me ; uno di quei risultati che dà valore alla fatica che un atleta sopporta ogni giorno. Poi è arrivata anche la convocazione al mondiale FIRS e sono tornato a far parte di una squadra nazionale dopo averlo già fatto per molti anni su ghiaccio. Avevo già partecipato al Mondiale Junior ISU ed in realtà non vedo grandi differenze tra questi eventi. Ogni volta che si è parte di una competizione così importante ci si rende conto di quanta strada si è fatta e si cerca solo di dare più del massimo vivendo al meglio l’esperienza e cercando di esprimere emozioni a pubblico e giuria.

Che potenzialità vedi  nei pattini inline?

L’inline ha grandi potenzialità, è uno sport nuovo ma in crescita e adotta un sistema di giudizio, quello WIFSA, che è molto simile a quello su ghiaccio e che rende giustizia ad una disciplina come questa. Al momento noi atleti veniamo sottovalutati perchè rispetto al quod abbiamo una tecnica diversa che nel loro mondo viene considerata errata ma è bene capire che questa è una disciplina diversa, con pattini diversi, regole diverse e anche tecnica diversa. Il livello visto ai mondiali, confrontato agli anni passati, si è innalzato di molto. Parlando dei settori maschili, sono stati presentati tutti i tipi di tripli eccetto il triplo axel che nessuno ha presentato nemmeno nelle categorie quod. Inoltre stanno crescendo atleti e squadre in molte nazioni del mondo e questo potrebbe essere il punto di svolta per la nostra disciplina.

antonio panfili

Ai mondiali FIRS di Novara hai vinto la medaglia di bronzo.
Quali sono i tuoi futuri obbiettivi?

Oltre alle gare di Federazione, parteciperò sicuramente al Mondiale Open WIFSA 2017 ed al Trofeo Roll Line a Roma sia come atleta che come allenatore assieme a mia sorella Roberta e cercherò di dimostrarmi all’altezza di una seconda convocazione.

antonio panfili
Che difficoltà hai riscontrato passando dal pattinaggio su ghiaccio al pattinaggio inline?

Al momento ci sono poche piastre sul mercato e sto aspettando di provare quelle nuove della Roll Line presentate al mondiale di Novara che permettono di modificare l’assetto in base alle esigenze dell’atleta. Fino ad ora la differenza ovvia ma non per questo banale sono proprio le ruote al posto della lama con tutto ciò che ne consegue (maggiore attrito, soli tre punti di appoggio invece di un’intera lama…). È per questo che all’inizio si fa molta più fatica ed è ciò che spaventa chi dal ghiaccio mette gli inline per la prima volta. Nel mio caso, arrivavo da un pattinaggio fluido, veloce ed i miei dischi di gara comprendevano dai 6 ai 7 tripli tra cui un triplo axel; trovarsi a dover comprendere unequilibrio diverso e a modificare la propria tecnica ormai consolidata da anni, è stata la vera difficoltà. Il fatto è che una volta capito come deve essere utilizzato il nuovo attrezzo, si riesce a recuperare molto di ciò che si sapeva fare su ghiaccio.

Ringrazio Antonio per la disponibilità e gli auguro di raggiungere tutti i suoi obbiettivi.

Metka Kuk

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