La parola a Sara Locandro

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scritta da Fabio Signorini

E’ passata una settimana dal termine dell’edizione 2008 della rassegna iridata e a bocce ferme, quando i protagonisti si stanno godendo un riposo più che meritato, è tempo di bilanci relativi a questo mondiale e alla situazione del pattinaggio artistico in genere. Abbiamo chiesto ad alcuni tra i personaggi più significativi del nostro ambiente di raccontarci la loro esperienza a Kaohsiung: qui di seguito le impressioni di Sara Locandroche nella duplice veste di responsabile della scuola italiana pattinaggio e allenatrice di tanti grandi campioni del passato e del presente rappresenta una voce di grande autorevolezza.

Questo mondiale più del solito ha sancito la netta superiorità della squadra italiana.
Non si tratta solo di fare qualche salto, qualche sollevamento, qualche trottola in più, e nemmeno di andare più veloci nella danza o essere più bravi a fare i fili, la superiorità è nella cura di tutte le componenti che qualificano il pattinatore: dalle difficoltà tecniche, alla coreografia, dalle scelte musicali e alla caratterizzazione di esse, alla presentazione in pista degli atleti in termini di vestiti e trucchi, alla disinvoltura e facilità con cui tutto ciò viene presentato.
E’ tutto questo che ci fa essere orgogliosi dei nostri ragazzi….e dei nostri allenatori!
Dietro a tutto ciò c’è un lavoro intenso e minuzioso alla ricerca della perfezione: ore e ore dedicate allo studio dei particolari e alle ripetizioni dei programmi.
I nostri atleti sono riusciti a coniugare a perfezione il binomio sport e arte, nessuna delle due parti è trascurata, la preparazione atletica va di pari passo con la coreografia e questo mescolato al nostro innato “senso del bello” crea un risultato magico: è un piacere per lo spettatore vederli pattinare!
Alcuni dei motivi principali di questo successo italiano sono:
1) capacità di organizzare l’attività del pattinaggio artistico fatta dai tecnici del settore,dosando in maniera corretta gare, esibizioni, raduni della nazionale, stage d’insegnamento per tutti.
2) disponibilità della Federazione a lasciare lavorare da un punto di vista tecnico il settore in modo autonomo e libero, condizione fondamentale per portare avanti progetti di alto livello.
3) professionalità massima degli allenatori, che hanno capito che il pattinaggio, nonostante comporti enormi sacrifici e scelte personali molte volte difficili, è un lavoro a tutti gli effetti e quindi lo svolgono al meglio delle loro possibilità e competenze, rinunciando spesso anche al tempo libero.
4) massima partecipazione alle gare internazionali, degli atleti delle varie categorie: nei vari meeting internazionali, campionati europei e mondiali, ruotano più di cento atleti, e questo fa sì che tutti migliorino vedendo che le strade sono aperte e che se continueranno così, saranno selezionati per le gare più prestigiose.
5) continua ricerca di un miglioramento tecnico attraverso ricerche della Sipar(Scuola Italiana pattinaggio) e il confronto continuo tra atleti e allenatori, un miglioramento che sembra inarrestabile,perché ogni anno ci si presenta ai raduni e alle gare con difficoltà superiori che sembrava impossibile eseguire l’anno precedente.
6) accordo e stima dei componenti dello staff tecnico, Commissario Tecnico, Responsabile
Sipar, allenatori federali, allenatori dei vari staff tecnici della Federazione, docenti Sipar e non ultimo gruppo arbitrale.
Uno staff unito ha la possibilità di migliorare!
Anche il pattinaggio in line miete successi, ma forse bisogna perfezionare il pattino per ottenere risultati migliori, comunque bravi i nostri atleti pionieri della specialità!
L’avvento imperioso di solo dance e gruppi non ha fatto altro che dare nuova linfa al pattinaggio italiano e se da un lato qualcuno si lamenta che alcuni atleti del singolo si perdono, non si può non ammettere che è uno spettacolo grandioso vedere le performance che i nostri atleti ci hanno regalato in Italia e soprattutto ai mondiali in queste due specialità: ragazzi siete stati fantastici!
I gruppi erano bellissimi e ci hanno regalato grandi emozioni e la solo dance, specialità spesso bistrattata, ha dimostrato di stare orgogliosamente al fianco delle altre specialità in modo superbo.
E allora andiamo avanti, ancora il nostro sport non è olimpico, ma noi siamo molto orgogliosi di quello che siamo e di come sta migliorando e tornando in Italia siamo pronti ad affrontare l’attività che ci aspetta: esibizioni, stage, spettacoli…ma senza dimenticare che bisogna portare qualcosa di nuovo il prossimo anno per fare sognare chi ci guarda, ci segue e ci ammira!

Ma come stanno le altre nazioni?
Nonostante qualcuno pensi che siano rimaste indietro perchè si nota la superiorità dell’Italia, io sono convinta che questo non è vero: è l’Italia che corre a mille km all’ora, ma anche gli altri stanno migliorando. In Europa, oltre all’Italia, la Spagna ha fatto passi da gigante. Qualche anno fa aveva solo pochi atleti di punta, adesso tra senior maschi e femmine molti sono quelli che eseguono difficoltà di alto livello nel singolo, che non hanno niente da invidiare a quelle degli atleti italiani, ma ancora non riescono a realizzare sempre in gara.
Nella danza le coppie spagnole sono espressive e veloci, sicuramente sulla buona strada
La Germania è migliorata moltissimo negli ultimi anni, la presenza di Leonardo Lienhard ha trasformato i liberisti in ottimi saltatori, adesso ci vuole solo la pazienza di raccogliere il lavoro fatto. Negli obbligatori poi i tedeschi sono stati sempre bravissimi. Peccato che non si vedono più le coppie danza.
Il Portogallo sta attraversando un momento di cambio generazionale. I pattinatori che fino a ieri hanno dato risultati hanno smesso di pattinare, aspettiamo le nuove leve
ma siamo sicuri che gli allenatori portoghesi saranno in grado tecnicamente di riportare il Portogallo agli ottimi livelli degli anni passati, se sapranno organizzarsi adeguatamente. Senza dimenticare ,che i portoghesi hanno una tradizione anche nella danza!
La Slovenia sempre meglio, sempre più atlete si avvicinano al podio mondiale nel singolo.
La Francia, con i recenti podi nei campionati mondiali junior ha dimostrato di aver trovato una formula di organizzazione che prima non aveva, gli atleti ci sono e sono bravi,quindi non c’è che da aspettare!
Anche la Svizzera comincia ad avere risultati, basti pensare al podio mondiale senior
maschile, dove nell’obbligatorio e combinata c’è il rappresentante della svizzera.
La difficoltà maggiore la vediamo nel resto del mondo!
Una grande volontà di migliorare la vediamo nella squadra argentina, sempre pronta a recepire i consigli e ad affrontare lunghi viaggi per migliorare la tecnica come nello scorsa estate a Roccaraso, ma c’è ancora lavoro da fare per uniformare la tecnica e camminare tutti nella stessa direzione.
Gli Stati Uniti, nonostante i bravissimi allenatori, non riescono ancora a ritrovare le performance del passato, ma speriamo che questo cambi in futuro.
Stanno migliorando anche i rappresentanti di Cina-Taipei e Giappone, ma devono fare un salto di qualità utilizzando tecniche più evolute.
Anche la Colombia ha dimostrato di voler progredire, ma deve accelerare il passo per essere più competitiva.
L’Australia ha sicuramente le carte in regola per migliorare ma deve fare tesoro di tutto quello che i grandi campioni australiani del passato hanno saputo raggiungere.
Il Brasile, nazione per la quale c’è sempre un posto nel mio cuore, sta migliorando,ma deve organizzare meglio la scuola e dare ai suoi tecnici una visione unitaria.

Dal punto di vista organizzativo questo mondiale si è svolto in un posto bellissimo
all’interno di un’Università in mezzo ai giovani; gli organizzatori sono stati gentili ma forse dovevano essere aiutati di più (ad es. problema dei pass allenatori italiani e la pista scivolosa con dimensioni errate)
La nota negativa che mi sento di dover far presente è che non è possibile stare così a lungo ad un campionato, si dovranno trovare delle soluzioni a questo problema che comporta implicazioni di tipo economico e tecnico.
A livello economico perché i costi per partecipare ad un mondiale sono elevatissimi dato che la permanenza è troppo lunga e questo pesa sulle Federazioni che hanno budget sempre minori, o sui singoli atleti nei casi in cui le Federazioni non intervengono; a livello tecnico perché un atleta che si è allenato molte ore al giorno non può stare una settimana
(che si conclude con la prova più impegnativa, il programma lungo), pattinando mezz’ora al giorno e provando i programmi una o due volte in una settimana.
Sarebbe molto meglio oggi riformulare i programmi della gare prevedendo tre o massimo quattro giorni per categoria ad esempio prima singoli e coppie artistico junior, dopo tre giorni arrivo dei singoli e coppie artistico senior, seguiti nei giorni successivi da solo dance e coppie danza e per ultimi tutti i gruppi e il pattinaggio in-line, cosi da permettere il ritorno in patria di che ha finito le gare.
Una seconda cosa: se le gare sono più brevi non serve provare tante volte, basta provare prima che inizino le gare e garantire poi che la pista sia nelle migliori condizioni per permettere uno svolgimento regolare delle competizioni.
…e poi basta alzarsi alle cinque per andare a fare obbligatori, è una barbarie sembra di essere ai lavori forzati, forse sono da rivedere i programmi!
Sara Locandro

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