Intervista a Fabio Sampò: delucidazioni e prospettive future nella danza

Questa estate durante gli italiani di Roccaraso si è tenuto un’incontro allenatori per il settore danza, su choctaw.it potrete trovare il comunicato del verbale della riunione. A tal proposito Skatingidea ha pensato di intervistare uno degli allenatori/coreografi protagonisti delle nuove direttive della danza, Fabio Sampò.

Partendo da choctaw.it possiamo leggere:
“La prima commissione, formata da Stefano Orsi e Fabio Sampò, ha lavorato su nuovi sistemi di giudizio per le gare di danza. La commissione ha lavorato di concerto con Nicola Genchi, vice presidente del CIPA, presente all’incontro. Genchi comunica che grandi e rapidi cambiamenti in campo mondiale non sono possibili: qualunque variazione deve essere apportata con calma e pazienza per poter essere accettata da tutti i paesi. Per il nuovo sistema di valutazione si prenderà’ spunto dal ghiaccio , modificandolo pero’ alle caratteristiche proprie delle rotelle. Il cambiamento sara’ enorme e renderà la valutazione piu’ tecnica e oggettiva con l’introduzione del sistema dei livelli degli elementi. Verrano formati tre giudici specializzati per il pannello tecnico, in quanto il mondo delle rotelle, dice Genchi, non e’ pronto ad avere tre allenatori che ricoprono questo ruolo.”

Fabio a che tipo di elementi possiamo far riferimento dal ghiaccio? 

Gli elementi a cui si potrà far riferimento dal mondo del ghiaccio sono già presenti nel mondo delle danza a rotelle per quanto riguarda original dance e free dance: straight line(o passi in linea retta separati), passi in presa di danza, lift (sollevamenti).
Tali elementi, già presenti nei programmi di danza, sono attualmente considerati un tuttuno con il programma presentato senza però avere un valore specifico di difficoltà. Se un domani passerà tale proposta ci si troverà in una nuova prospettiva del pattinaggio: questi elementi avranno un valore espresso in livelli (come nel ghiaccio) e verranno valutati sia per la loro difficoltà effettiva e sia per la modalità con cui verranno eseguiti. In teoria il mondo della danza a rotelle si ritroverebbe con delle difficoltà oggettive valutate con un criterio che determinerebbe il loro grado di difficoltà.
Questo, a parer mio, innalzerebbe la qualità del pattinaggio presentato sia a livello tecnico sia a livello di spettacolarizzazione. Sarebbe un nuovo modo di pensare anche per noi allenatori o coreografi, saremmo alla ricerca ad esempio di un lift (passaggi) più complesso e originale, sia per aumentare il livello tecnico e sia per aumentare la presa scenica sul pubblico.

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Cosa vogliamo vedere nei prossimi anni in pista e cosa no?

Mi sento di dirti che non posso risponderti… ognuno di noi cerca il proprio stile, la propria originalità…. e un pò come dipingere… c’è chi adora Picasso e chi lo detesta. Nel pattinaggio è la stessa cosa. Tuttavia è certo che si sente una voglia di cambiamento e di rinnovamento e forse si inizia a sentire il profumo di questa spinta innovativa, senza però dimenticarci che il pattinaggio a rotelle deve mantenere la propria identità, senza scimmiottare il mondo del ghiaccio prendendo cose a caso e senza averle prima comprese e provate.
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Che genere prediligi (a prescindere dalla tecnica dell’atleta)? Quali atleti stai sequendo? 

Ti faccio una premessa del mio passato diciamo formativo: ho 38 anni e la specialità della danza in piemonte non ha radici storiche, il primo allenatore di danza che ci ha seguito era il maestro Odoardo Castellari che veinva a Torino ogni 15 giorni, per il resto del tempo ci allenavamo da soli, è venuto a torino per circa 6 anni, devo molto a questa grande personalità, nel 2005 mi sono avvicinato al mondo del ghiaccio e nel giro di un mese allenavo dai corsi all’agonismo più avanzato, ora dopo aver cambiato società di appartenenza nel 2010 lavoro con l’Ice club Torino al fianco di Edoardo de Bernardis e Claudia Masoero (edoardo è colui che ha seguito Zanforlin Degli Esposti nella loro avventura on ice).

Sul ghiaccio mi occupo prevalentemente di coreografie, skating skill, passi, pattinata e trottole, seguo atleti che sono in nazionale di singolo come Jacopo Nierop, Marta Castagno, Paolo Balestri, Bogdana Semiriasko, Giada Russo etc. insomma mi sono reinventato e la formazione del ghiaccio si sta rivelando di vitale importanza per me. Poi tolgo i pattini da ghiaccio e mi sposto su quelli a rotelle dove alleno una squadra di coppie danza e solo dance (Murialdo-Rivoli) di conseguenza non prediligo un genere ma una completezza ed elasticità mentale che ti possa permettere una visione di quello che stai facendo il più possibile a 360°.
Le collaborazioni iniziano a essere significative ad esempio l’aiuto dato a Morandin per la solo dance e alla coppia Comin De Candido/Morandin sicuramente mi ha dato la possibilità di potermi confrontare ai massimi livelli.

“Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a veder voi stessi. Coraggio! E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva” ROBIN WILLIAMS – John Keating

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Davvero ammirevole e interessante, complimenti per la tua adattabilità e vision 360°, penso ti distingua in particolar modo on e off ice! Cosa ci puoi anticipare per la prossima stagione? Hai pensato/provato a coreografare gruppi spettacolo?

Per la prossima stagione nuove idee all’orizzonte per la mia coppia danza junior, mi hanno chiesto qualcosa di più intimo.
Per quanto le collaborazioni con altri atleti curerò una coppia artistico e per i gruppi spettacolo posso dirti con onestà che sono nella regione sbagliata e il lavoro sul ghiaccio non mi permette a livello di tempo di potermi dedicare anche a questa specialità.

 

Ringraziamo Fabio Sampò per le sue delucidazioni e per la disponibilità, in bocca al lupo per la prossima stagione!

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