Due mondi, due palmares di spicco ma diversi. L’avventura di Sara Venerucci e Marco Garelli: ora insieme a #Novara2016

Sara Venerucci e Marco Garelli due mondi e due palmares sportivi di tutto rilievo ma con strade diverse. Questi percorsi si sono ora incontrati e questi due campioni li vedremo gareggiare al campionato del mondo di Novara nella categoria senior delle coppie artistico, insieme.
Ci siamo avvicinati a loro per intervistarli, e con con tutta umiltà (e anche risate) i due beniamini dello Sport Life Rimini, hanno risposto alle nostre domande e lanciato un messaggio aperto a tutti quegli atleti che in difficoltà, in dubbio, in forse TORNANO, tornano più grandi di prima.

Programmi di gara : dal punto di vista tecnico cosa si devono aspettare gli appassionati in gara , quali sono i vostri cavalli di battaglia?
S
Gli appassionati si dovranno aspettare un programma di 2 pattinatori “anziani” che hanno avuto la voglia di rimettersi in gioco dopo varie peripezie, unendo le proprie forze e debolezze in pochi mesi di lavoro!
M
Come ha detto Sara si devono aspettare un programma fatto in pochi mesi di lavoro da due atleti che hanno deciso di rimettersi in gioco. Sicuramente cercheremo di dare il meglio di noi stessi, ma riguardo i punti di forza preferisco non dire niente per non portare sfortuna. 😛

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Dopo anni con gli stessi partner, immaginiamo non sia stato proprio facile ritrovare il feeling con un uno nuovo… Qual’è stata la parte tecnica o artistica più complicata da affiatare?
S
Il feeling???? Forse la cosa più difficile da trovare, specialmente dopo tanti anni che pattini con un partner diverso e che pian piano ti crei la “tua tecnica”! Dover cambiare è’ sempre un trauma perché ti sembra di non saper più fare niente, anche la cosa più banale. Però con il lavoro si ricostruisce tutto da zero. I lanciati sono stati la parte più diversa che facevamo con i partner precedenti.
M
Il feeling è sicuramente la cosa che più spaventa all’inizio, perchè ci vuole tanto tempo prima di trovarne con un partner nuovo, quindi quando si inizia bisogna avere tanta pazienza e cercare di dare il massimo per creare affiatamento nel minor tempo possibile. Io e Sara in precedenza abbiamo avuto partner molto differenti dal punto di vista tecnico, quindi non è stato facile riuscire a creare una tecnica “nostra” per riuscire a fare tutto al meglio.

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Sara il ritorno in pista dopo un’esperienza d’oro con il quartetto Celebrity. Tutti ci stiamo chiedendo come hai fatto a ritornare più brillante di prima dal punto vista fisico, mentale… agli italiani ci sei sembrata ancora più in forma dell’ultima volta in gara. Qual’è il tuo segreto? Non dirci che è solo merito del mare! 🙂
S
Beh, il mare aiuta, diciamo che è’ un po la mia ancora di salvezza: grandi camminate tra sabbia e acqua salata dove, sotto il sole unisci relax, attività e abbronzatura. Per il resto, il quartetto è’ stata una bellissima esperienza, finita nel migliore dei modi, ma sentivo che qualcosa mi mancava… ho trovato un altro “scoppiato come me”, e ho detto “perché no?”. Aiutata dai miei familiari nonché allenatori e da specialisti ho iniziato un percorso strong che mi facesse ottenere il risultato migliore nel minor tempo possibile. Con lacrime, sacrifici, liti con tutti (perché la fatica mi rende più sclerotica di quello che già sono), sono tornata ad avere sembianze di Atleta. Il segreto? Avere i genitori che ho. Senza di loro non avrei saputo fare molto!
M
L’unica cosa che vorrei dire è… buon sangue non mente!

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Marco com’è stato il riavvio dell’attività con un’atleta come Sara? per fortuna fate parte della stessa società e siete seguiti (possiamo dirlo) dai migliori tecnici di coppia artistico, Cristina Pelli ha introdotto novità o suggerimenti che arrivano dal mondo del ghiaccio?
M
Il riavvio è stato assolutamente una sorpresa per me, fino a qualche mese fa ero convinto di saltare l’anno agonistico e invece mi sono ritrovato una partner come Sara, che per me è sempre stata un punto di riferimento nel pattinaggio, quindi mi sono sentito davvero onorato e felice di poter fare coppia con lei e sicuramente non me lo sarei mai aspettato. Allo stesso tempo non posso negare però che mi sono sentito anche una certa responsabilità addosso dato che il nome “Venerucci” ha un curriculum di tutto rispetto e io sapevo che avrei dovuto dare il 110% per poter gareggiare con lei. Ovviamente grazie a Patrick e Cristina siamo riusciti a prepararci al meglio (in pochissimo tempo abbiamo fatto tantissimo lavoro ed è solo grazie a loro) e sicuramente qualche suggerimento sulla tecnica dal mondo del ghiaccio è arrivato tramite Cristina ed anche questo ci ha aiutato negli allenamenti.

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Come ha gestito invece la novità Patrick, avete proposto nuovi dettagli artistici nelle alzate? Come vi prepara mentalmente?
S
Mio babbo e mia mamma lavorano insieme, quindi si consultano per qualsiasi cosa anche spunti magari dal ghiaccio. Sicuramente l’organizzazione del lavoro è compito prevalentemente di mia mamma, invece per quanto riguarda la gestione del materiale tecnico, le assistenze sulla pratica di figure nuove eccetera è’ compito di mio babbo. Il lavoro mentale? Ci vorrebbe uno specialista di quelli bravi…mi ritengo un caso patologico io!

M
Come ha detto Sara, Patrick e Cristina lavorano insieme e per come la vedo io sono “perfetti” insieme, perchè si compensano l’un l’altro su tutto.. dai problemi tecnici dei pattini alle correzioni in pista.. anche riguardo il carattere stanno bene insieme dato che sono molto diversi e quindi creano quel clima giusto per affrontare gli allenamenti al meglio. La preparazione mentale beh, quando si avvicinano le gare e ci si allena duramente la tensione sale ed è molto più difficile controllare le emozioni e stare tranquilli in allenamento. Detto questo speriamo di non dover ricorrere ad uno specialista dai! 😀

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Se posso aggiungere, la mia decisione di rimettere i pattini è’ partita da una sensazione interiore difficile da spiegare. Sentivo un qualcosa che dovevo esternare e che solo l’adrenalina, e il pattinaggio mi sanno dare (anche se poi ogni giorno mi chiedo chi me l’ha fatto fare). Ma oltre a questo anche le persone nuove che ho conosciuto. Non pattinando più avevo cambiato completamente stile di vita, e ne sono assolutamente soddisfatta perché ho potuto conoscere un mondo nuovo, al di fuori dei pattini che mi ha permesso di avere attualmente amici, amiche e moroso senza le rotelle sotto i piedi. Ecco tutte queste persone nel loro piccolo mi dicevano: peccato che non pattini più, mi sarebbe piaciuto vederti, ma perché non rinizi? Non c’è nessuno che possa pattinare con te? Non ti manca?
Tutte queste domande, insieme al mio stato dubbioso sul da farsi, hanno dato la spinta al mio ritorno. _ Sara Venerucci

 

Ringraziamo Sara e Marco per il loro tempo e in bocca al lupo per le gare!

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