Daniel Morandin e Melissa Comin De Candido: l’intervista alla neo coppia-rivelazione del 2013.

Per queste festività vi lasciamo con l’intervista a Daniel Morandin e Melissa Comin De Candido, coppia danza nativa nel 2013 già vice campioni del mondo, entrambi con un passato (e presente) di tutto rispetto nell’olimpo dei danzerini.

morandin de candido

Quando sei nato e dove vivi?

D:Sono nato il 10 Gennaio 1988 e vivo a Maserà di Padova
M:Sono nata il 28 Luglio 1983 e vivo a Casarsa della Delizia (PN)

Cosa fai nella vita oltre che pattinare?

D:Ho terminato gli studi con la maturità al liceo scientifico nel 2007 e da allora mi sono dedicato alla mia preparazione come pattinatore e aiutando i miei genitori, che gestiscono 2 società in provincia di Padova, seguendo i ragazzi e costruendo i programmi liberi. Collaboro inoltre nella gestione dei palazzetti sempre in provincia di padova e nell’organizzazione di grandi eventi rotellistici dal pattinaggio velocità, all’artistico e downhill.

M: sto finendo gli studi, a breve mi laureero’ in medicina e chirurgia. Oltre a questo lavoro nel mondo del pattinaggio: alleno solo dance in due società (A.P.A. San Vito PN e S.C. San polo TV), Curo le coreografie di coppie, solo dance, singoli e gruppi, infine curo modelli e ricami di vestiti di pattinaggio in collaborazione con mia madre.

Interessi particolari?

D:Sono molto interessato all’arte in generale qualsiasi essa sia, mi piace molto ovviamente tutto ciò che è arte in movimento e credo che le emozioni che si riescono a trasmettere diventando tuttuno con la musica siano qualcosa di unico.
Mi piace molto ascoltare la musica, qualsiasi genere sia, e spesso perdo giornate intere a cercare qualcosa di nuovo! Mi piace molto la fotografia e ho collaborato con il mitico Raniero Corbelletti al Padova Grand prix come fotografo.

M: Il tempo libero che ho a disposizione e veramente pochissimo… Ciò che mi appassiona di più e’ la ricerca e la cura di idee nuove e particolari in fatto di body e inoltre adoro la danza, soprattutto le danze latino americane. Mi piace ballarle e mi piace guardare le competizioni, sia in video che dal vivo.

Quando hai iniziato a pattinare, come nasce la passione?

D:Ho iniziato a pattinare molto presto, circa a due anni mi dicono, entrambi i miei zii da parte materna e paterna sono stati azzurri di pattinaggio quindi non potevo non provare! Inizialmente ero piu attirato dal fatto di correre come un pazzo per la pista e fuori facendo il bulletto ma poi verso i 14 anni dopo aver provato molti altri sport e in seguito ad una brutta caduta che mi ha tenuto fermo praticamente un anno ho capito che questo era quello che mi interessava e che non sarei durato molto senza i miei pattini ai piedi.

M: Avevo 6 anni la prima volta che ho indossato i pattini. È stata un amica dei miei genitori, all’ epoca allenatrice di pattinaggio, che mi ha convinta a provare a pattinare. Io, come la maggior parte delle bimbe, avrei voluto fare danza, ma provai una lezione di pattinaggio. Caddi mille volte, ero proprio una frana! Ma fu amore a prima vista.. Mi appassionai immediatamente e da quella volta non tolsi più i pattini!! Il pattinaggio riesce ad unire la musica, la danza, l eleganza con la forza, la destrezza,la velocità.. E uno sport completo e.. Meraviglioso!!

Quanto ti alleni e dove con chi? com’è la tua giornata tipica sotto gara?

D: Da quando ho iniziato la nuova esperienza con Melissa mi alleno molto più di prima, ora qualsiasi momento è buono per ripassare qualcosa o fare un allenamento supplementare a Padova  o a San Vito (PN) da Melissa. Sotto gara è tutto piu intensificato e gli allenamenti sono due al giorno più la preparazione atletica e le basi di ballo con le scarpe. Gareggiando in due specialità ho dovuto programmare tutto al meglio per conciliare i vari impegni ma siamo riusciti a preparare al meglio tutto!

M: beh sotto gara ovviamente gli allenamenti sono molto più intensi. In quel periodo abbandono gli studi e mi dedico completamente al pattinaggio. Io e Daniel ci alleniamo ogni giorno, esclusa unicamente la domenica, anche due volte. Lavoriamo molto sia con i pattini che con le scarpe, in modo da ricercare maggiore stabilità, pulizia e precisione nei nostri programmi.
Questo e stato il primo anno di lavoro insieme quindi è stato un periodo praticamente privo di pause da febbraio (quando abbiamo iniziato) fino ai mondiali di novembre, perché ovviamente dovevamo trovare il feeling, la sincronia tra noi in tempi molto brevi, ed abbiamo inoltre dovuto iniziare tutto da capo.. Dal riscaldamento, agli obbligatori, ai programmi liberi, le entrate in pista… Insomma un anno molto impegnativo, ma bellissimo!

morandin de candido

Che effetto fa la parola “mondiale” per te? impressioni emozioni…

D:Questo è stato il primo anno in cui ho partecipato ad un mondiale di coppia danza, precedentemente avevo vinto due titoli del mondo in solo dance ma la coppia è una cosa molto diversa!
Mi ha colpito molto il feeling che si riesce a trovare dopo cosi pochi mesi di lavoro insieme e come si possa contare sul proprio partner in ogni momento della giornata… Arrivare ad un mondiale e lottare con le migliori coppie del mondo dopo praticamente 8 mesi di lavoro insieme prendendo addirittura dei “10,0” credo sia un emozione unica e la cosa più importante è che abbiamo pattinato per noi e per le persone che ci sono state vicine in questa preparazione ed è stato questo che ha reso il tutto ancora piu speciale!

M: beh il mondiale e sempre il mondiale!! E la massima competizione per il nostro sport, quindi è sempre l appuntamento più atteso, quello attorno al quale ruota tutta la preparazione dell anno. Ogni anno e un emozione nuova! Si Sa che tutto si gioca in quei tre minuti di esibizione in pista, per questo la tensione e davvero alle stelle! Quest anno e stato bellissimo, per tanti aspetti. Io e daniel nonostante pattiniamo assieme da poco siamo riusciti a chiudere una gara al top delle nostre possibilità.. Siamo stati molto complici, motivati ed uniti durante la preparazione e durante le competizioni.. Non so se sia stata questa la carta vincente, ma certamente è stato ciò che ha reso tutto cosi magico ed emozionante.

Quanto conta nella creazione del tuo programma libero o short la parte artistica?

D:Nella nostra specialità la parte artistica è fondamentale… Da ormai 3 anni mi affido al Maestro Giuseppe Arena, già coreografo di molti campioni olimpici di ghiaccio con cui ho costruito un ottimo rapporto di amicizia oltre che professionale e non smette mai di stupirmi con idee innovative e con tutta la passione che riesce a trasmettere anche nel piu semplice dei movimenti.  Lui mi ha insegnato che il pattinaggio deve essere passione e che ogni gara deve essere un’esibizione in cui il pubblico si deve emozionare. Per questo ogni anno cerchiamo un nuovo genere o un nuovo personaggio su cui ballare, proprio per dare quel qualcosa in più a chi guarda!

M: La parte artistica e fondamentale! Un buon pattinatore deve avere buone capacità tecniche, ma le deve presentare all interno di un programma artisticamente curato e ricercato per riuscire ad emozionare il pubblico. La ottima tecnica strappa sempre, e giustamente, un forte applauso, ma e la componente artistica, cioè i passi e i movimenti in sintonia con la musica e la capacità interpretativa, che può scaturire emozioni in chi guarda, e che fa diventare l atleta un artista. Spesso si vedono atleti che lavorano tanto su salti trottole sollevamenti, ecc ma poi sono carenti sulla pattinare di base, sull interpretazione della musica.. Quindi tutto risulta freddo, apprezzabile ma freddo.

morandin de candido

hai mai pensato di passare al ghiaccio?

D:Certo, ho avuto proposte di collaborazione da allenatori molto importanti nel panorama ghiaccistico ma per ora mi sono limitato ad apprendere le basi della scivolata e riportare qualche passaggio dei vecchi programmi con le lame ai piedi… In un futuro molto prossimo spero di riuscire ad esibirmi portando un mio programma dalle rotelle al ghiaccio.

M: si ci ho pensato più volte.. Ma so che è un mondo molto diverso. tecnicamente credo che un pattinatore di danza delle rotelle abbia delle basi molto diverse, quindi per poter provare a “sfondare” nel mondo del ghiaccio penso che si debba iniziare da giovani, quantomeno prima della categoria senior. Per quanto mi riguarda ho pattinato molti anni sulle rotelle e affinato la tecnica in questa specialità, dunque penso che mi sarebbe molto molto difficile cambiarla per essere al livello di chi pattina su ghiaccio da anni.

qual’è il tuo futuro in pista e…. fuori!

D:Sono molto interessato nel creare nuovi personaggi ed emozioni e sto imparando il “mestiere” dal mio Maestro, Giuseppe Arena, che si è offerto di aiutarmi ad aumentare le mie potenzialità e sviluppare un mio stile personale nella costruzione dei programmi insegnandomi a non uscire mai nel personaggio e rimanere sempre culturalmente in tema con la musica che è stata scelta, il tutto con il famoso Metodo Arena.

M: beh il mio futuro mi auguro sarà come medico di base, ma anche allenatrice di danza e coreografa. Mi piace troppo il mondo delle rotelle.. Mi piace aiutare i ragazzi a crescere e insegnargli ciò che ho potuto imparare io fino ad oggi. Mi piace seguirli ogni giorno, mi piace gioire con loro per le vittorie e consolarli nelle sconfitte. Mi piace poi conoscere nuovi ragazzi con questa passione e cercare di tirare fuori la loro personalità con coreografie studiate e “cucite” su ognuno di loro.

hai dei riferimenti? il tuo pattinatore idolo?

D:Beh per quanto riguarda le rotelle non posso non parlare di Luca D’Alisera come mio idolo da sempre,mi sembra ancora strano adesso salutarlo visto che solo qualche anno fa gli chiedevo l’autorgrafo; anche Marco ed Emanuela Bornati, i primi a vincere nella coppia  danza con una classe unica da sempre, Fabio Grossi potente ma sempre elegante. Nel ghiaccio come poter non ammirare Plushenko e il suo stile inconfondibile, Takahashi e la coppia danza  Virtue Moir che seguo dai loro primi grand prix junior.

M: ho avuto molti idoli.. I più grandi sono stati certamente i fratelli Bornati e il grande Fabio Grossi.. Pattinatori che hanno scritto la storia della danza in Italia e nel Mondo. Oggi non ho dei veri e propri idoli, ma cerco di seguire le coppia migliori, soprattutto del ghiaccio per cercare se posso di imparare qualcosa da ognuno di loro.

Quanto conta la “testa” per eccellere nello sport?

D: In ogni sport saper usare la “testa” è fondamentale; ho visto atleti molto preparati commettere errori in gara proprio per mancanza di concentrazione o sangue freddo. Spesso l’emozione della gara e il fatto di giocarsi un anno di lavoro in cosi poco se non viene ben gestita dalla testa può essere davvero un problema!

M: E fondamentale. E importante che l atleta sia in grado di trovare la sua concentrazione durante gli allenamenti. E importante che affronti il pattinaggio con divertimento, ma anche con serietà, se ha degli obiettivi. Ancora di più e fondamentale che il pattinatore sia preparato ad affrontare l’emozione della gara e che riesca a placare ansia e tensione per cercare la concentrazione e la freddezza necessarie a condurre una performance al massimo delle sue possibilità.

Chi eccelle nello sport è preparato a superare le difficoltà della vita?

D:non si può essere preparati a tutto e quello che ci riserva la vita lo scopriamo di giorno in giorno, ma credo che lo sport aiuti a formare il carattere e a non arrendersi mai. Il sacrificio è alla base di ogni sport e credo che il pattinaggio sia un buon esempio di dedizione e costanza .

M: credo che lo sport aiuti moltissimo nella vita. Aiuta ad avere una buona educazione, rispetto del prossimo, pazienza, umiltà, correttezza. Poi Il nostro sport in particolare aiuta allo sviluppo della propria personalità e aiuta a mantenere calma e concentrazione in momenti critici.

morandin de candido

Cosa pensi si possa fare per aiutare il pattinaggio a rotelle per essere olimpico, cosa manca? cosa c’è?

D:Io nel mio piccolo credo di aver aiutato il pattinaggio ad acquisire più visibilità, ho creato alcuni video dei miei programmi, il tutto montato per dare più teatralità e spettacolarità al pattinaggio, mi sono esibito con Melissa in un tango appassionato durante un importante esibizione di ghiaccio in cui erano presenti molti produttori che ci avrebbero fatto presente la loro idea di portare il pattinaggio a rotelle in qualche format di carattere nazionale.
Nelle rotelle per ora manca un regolamento che sia in grado di giudicare un elemento di livello superiore o inferiore piuttosto che un altro, manca l’attenzione al dettaglio e soprattutto nella specialità della danza non si può giudicare un programma dando un valore specifico e assoluto a determinate serie di passi… infatti dopo i fatti dell’olimpiade di salt lake 2002 la commissione del ghiaccio ha portato un grandissimo rinnovamento nel sistema di punteggi creando un regolamento in cui il punteggio non viene più più dato direttamente dal giudice ma dalla somma dei punteggi della difficoltà, del suo livello, della sua esecuzione da un pannello tecnico con assistenti e prova video. Oltre a questo manca l’interesse mediatico a portare il pattinaggio nelle grandi emittenti e testate nazionali. Credo che la creazione di spettacoli di alto livello come i vari Grand Prix che si svolgono durante l’anno possa aiutare a rendere più teatrale questo bellissimo sport.

M: ci sono molte cose che limitano il pattinaggio a rotelle, che non gli permettono di diventare sport olimpico. Io spero nel mio piccolo, come atleta, insegnante e da quest anno anche consigliere federale, di poter aiutare a migliorare alcuni punti fondamentali per renderlo più visibile, più famoso e quindi forse di dargli la spinta necessaria per entrare nel magico mondo delle olimpiadi.

“Per concludere vorremmo ringraziare con tutto il cuore il nostro staff che ci ha seguito assiduamente per tutta la stagione: il maestro Giuseppe Arena, i nostri tecnici Ezia Signorini e Monica di Iorio, in collaborazione con Beatrice Lotti. Un doveroso “grazie” va anche alle aziende che da anni ci sostengono: “Roll Line”, azienda leader mondiale nella produzione di telai, ruote, freni, cuscinetti, che grazie alla continua ricerca di materiali e meccaniche innovative garantisce a noi atleti uno strumento sempre migliore, grazie al quale possiamo allenarci e competere a livelli altissimi ed “Edea”, che studia e propone scarpe da pattinaggio sempre più confortevoli, performanti ed eleganti.”

A seguire una gallery foto tutta per i lettori di Skatingidea!

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