Commento sull’europeo – Sandro Guerra

Come l’anno scorso (vedi articolo), sulla Firs è uscito questo articolo di commento al recente campionato europeo di Reggio Emilia di gruppi show e precision, Nicola Genchi ha voluto ancora una volta il parere da Sandro Guerra.

ecco l’articolo firs
Campionati Europei di Gruppi Show ovvero lo Zoo sui pattini…

pavoni (e che pavoni!) uccelli, rane, anatroccoli, api, capre, cigni, coccinelle, galline, antilopi, formiche, meduse, scimmie, pescecani, scarabei, scorpioni, serpenti, tori, gatti, corvi, pinguini, libellule, farfalle, orsi…

Diciamo che il panorama dei gruppi show in tutti questi anni ha trovato spunto spesso e volentieri dal mondo della natura, e in particolar modo della fauna, e a parte i fenicotteri, gli struzzi, i canguri, i koala, i panda, i trichechi, le balene per non parlare delle foche (e la lista potrebbe allungarsi ulteriormente), abbiamo esaurito la lunga lista degli animali di un ipotetico zoo rotellistico. Insomma diamoci ancora un paio d’anni per terminare la saga e se Dio vuole forse riusciremo a cambiare tematiche.
Con questo non voglio dire che le coreografie presentate in tutti questi anni non siano state interessanti, spettacolari, con sforzi creativi davvero notevoli e ottime realizzazioni, ma credo che sia giunto il momento di andare avanti, trovare tematiche nuove, idee diverse, alla ricerca di ulteriori sviluppi creativi non solo nella forma ma pure nei contenuti.
I gruppi show stanno avendo sempre più successo in termini di pubblico e attenzione mediatica ed è nostro dovere, se vogliamo sviluppare il nostro sport e renderlo più popolare, presentare un prodotto sia dal punto di vista tecnico che artistico più professionale.

Da un lato in pista la qualità degli atleti deve essere più alta, le capacità tecniche più consistenti ed esteticamente più raffinate, dall’altra parte, a livello organizzativo, il prodotto deve essere il più perfetto possibile in base anche alle esigenze televisive. E il programma presentato di qualità.

Ci sono dettagli sotto questo aspetto che devono ancora essere rodati e perfezionati in modo che lo spettacolo visto in televisione dia l’idea che l’ambiente in cui si svolgono le gare sia ordinato e rispettoso delle performances in pista, senza buchi di pubblico negli spalti e ponendo per esempio attenzione che, mentre un gruppo è in pista, il pubblico circostante stia seduto e si muova solo al termine dell’esercizio. I giudici dovrebbero avere dei monitor e dare i loro punteggi su tabelloni elettronici, le palette sono ormai veramente obsolete, e magari anche in tv si potrebbe visualizzare la schermata dei punteggi con la lista dei giudici e la loro nazionalità (vedi ghiaccio).

Mi è capitato di vedere per esempio la differita della gara dei quartetti sulla Rai il giorno dopo, mentre i campionati si stavano ancora svolgendo. Se dal punto di vista del prodotto artistico lo spettacolo presentato a livello generale è stato discreto, la mia attenzione si è soffermata più volte sulla cornice e sull’immagine che il nostro ambiente propone ai non addetti ai lavori. E sinceramente mi sono trovato un po’ imbarazzato: siamo molto disordinati, a volte irrispettosi di chi sta facendo la competizione in quel momento; i ragazzi si truccano sugli spalti, vanno avanti indietro, molte persone si alzano e camminano o chiaccherano dando le spalle agli atleti mentre stanno gareggiando. Certo questo dipende molto anche dal fatto che gli spazi riservati agli atleti come spogliatoi sottostanti e sale adibite appositamente per la preparazione mancano o sono carenti, vista la quantità di atleti che gareggia.

Non è molto bello, a mio avviso, vedere ragazzi vestiti e truccati fuori il palazzetto mangiare e bere seduti davanti l’entrata principale dove si accomoda il pubblico. Se vogliamo dare in linea generale una visione curata e artistica dell’ambiente credo si debba fare attenzione anche a questi particolari.

C’è da dire che questo dipende soprattutto dalle singole società, dai dirigenti e dagli allenatori che dovrebbero in qualche modo guidare i propri atleti ad un comportamento più consono e rispettoso verso chi magari per la prima volta viene a vedere il pattinaggio ARTISTICO e in questo caso un campionato europeo! Con questo non voglio dire che l’organizzazione del campionato in questione sia stata superficiale o poco attenta anzi…cercare di controllare il flusso di persone all’esterno e all’interno del palazzetto non è stata cosa facile per il personale dello Skating Club Albinea che ripeto ha organizzato in maniera ottima l’evento.

Chiaramente mi sento di dire che spesso è difficile organizzare tutto ciò con i palinsesti televisivi, visto che la loro disponibilità viene data all’ultimo momento il più delle volte. Dovremmo cercare di programmare con largo anticipo l’intervento televisivo in modo da presentare il tutto in maniera qualitativamente più incisiva. Addirittura si potrebbe pensare di proporre un format studiato a tavolino per garantire un prodotto di maggior interesse, più spettacolare e di qualità, e di conseguenza dovrebbero essere coinvolti professionisti del settore della comunicazione. Tutto ciò credo, porterebbe una maggiore professionalità all’ ambiente, alla manifestazione in toto, per non parlare dell’interesse della tv a tornare. E’ importantissimo far conoscere di più il nostro sport a livello mediatico uscendo da quell’idea di dilettantismo che un po’ ci caratterizza tutti. E non è solo una questione economica.

Questa mia modesto commento si deve intendere solo ed esclusivamente per cercare di perfezionare ulteriormente la visibilità che diamo del nostro mondo, ed è fatta con le più buone intenzioni e con il massimo rispetto per gli sforzi di tutti, tecnici, coreografi, preparatori, dirigenti, per non parlare dei genitori molto spesso coinvolti come volontari e soprattutto di tutte quelle società che hanno avuto il coraggio di organizzare manifestazioni di tale entità. Insomma è un problema che coinvolge tutti noi per l’interesse collettivo del nostro sport.
Sandro Guerra

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