Avventure da europeo – Mathosinos parte 1

Mathosinos 2016, la prima volta che mi sono ufficialmente infiltrata in gruppo altrui.

Arianna, il super boss skidea, si era qualificata con il suo gruppo per l’europeo in Portogallo e ingenuamente mi ha chiesto ” vuoi venire?”.

Ci ho pensato non più di 4 secondi e ho detto di sì.

In realtà non mi ricordo di preciso se mi ero già precedentemente autoinvitata, quindi non so nemmeno se quella fosse una domanda di cortesia o un vero invito, poco importa perché ormai ero diventata la numero 21 del Monza Precision Team.

Non mi sembrava strano partire con un altro gruppo che non fosse il mio. Forse perché c’era Ary..

e le mille sorelle di Ary… e la mamma di Ary.

.. e la squadra di Ary. Beh insomma un sacco di cose di Ary.

Che poi…mica la conoscevo così bene, in fondo c’eravamo viste si e no un paio di volte tra una gara e l’altra, ma la sentivo quotidianamente da anni quindi mi ispirava un sacco di fiducia.

L’unica cosa che mi faceva davvero strano era che saremmo partiti con un volo privato, cosa che fino a quel momento avevo associato solamente a Lex Luthor e al Presidente degli Stati Uniti.

Il programma era che le avrei raggiunte a Monza e assieme saremmo andate all’aeroporto, MA la sera prima della partenza la mia macchina ha deciso di abbandonarmi. Avrei dovuto metterlo in preventivo visto che era già la terza volta che mi abbandonava prima di una gara, ma ovviamente non l’avevo fatto e ora dovevo trovare un modo per arrivare in tempo a prendere l’aereo.

Mi ero già infiltrata in una squadra di sincro e in un aereo privato, ho pensato non c’è due senza tre e mi sono ritrovata infiltrata pure nel quartetto di Vazzola che mi ha generosamente offerto un passaggio fino all’aeroporto. Questa volta qualche problema me l’ero fatto perché davvero non conoscevo nessuno, ma la magia di skatingidea e la passione per questo sport riescono a unire sempre e in un’ora mi sentivo già a mio agio.

Ora che ero seduta in aereo tra le atlete senior di MPT potevo iniziare ad interessarmi dei sincro o almeno cercare di capire le regole e gli elementi obbligatori da presentare. Ovviamente avevo appena iniziato a capirci qualcosa che ecco il sig. RollArt e devo ricominciare tutto da capo.

Comunque credo che se chiedete a chiunque cosa si ricorda di quell’europeo risponderà : LA PISTA .

Un breve riassunto per chi non c’era o non si ricorda: NON SI STAVA IN PIEDI.

Mi sembrava impossibile che avessero organizzato un europeo in un palazzetto così bello, ma con la pista inagibile. Ero presente alle prove pista e ai primi tre voli ho pensato fosse lo stress degli atleti, poi al quindicesimo mi sono convinta anche io che davvero qualcosa non andava. Prove pista interrotte e casella di Skatingidea intasata di messaggi di atleti e allenatori da tutte le nazioni che volevano sapere che ruote usare, a che ora sarebbero state recuperate le prove ecc.

Poi è partita la rincorsa alle 88. Gli stand le avevano finite quindi l’unico modo di recuperarle era farsele prestare da qualcuno che già le aveva. 88 che volavano ovunque. Gente che chiedeva le 88 A ME che neanche le avevo mai considerate un treno di ruote utilizzabile nella vita reale e che, in ogni caso, le uniche ruote che avevo disponibili erano quelle del trolley.

Ora l’aereo da cui sto scrivendo questo articolo sta per atterrare, ma a breve:

-la parte 2 della bellissima gita in Portogallo,

-il campionato europeo 2017 in Francia con Evolution,

-road to Lleida

Nel frattempo potete indovinare dove mi sono infiltrata questa volta 😉 …

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