Atleti in difficoltà nelle gare federali fihp e Agonismo precoce

SKATINGIDEA DISCUTE:
ATLETI IN DIFFICOLTà SIN DA SUBITO NELLE GARE FEDERALI, PROBLEMA DI AGONISMO PRECOCE, ABBANDONO DELL’ATTIVITò SPORTIVA A 13 ANNI..

Tutti concordano sul fatto che negli ultimi anni le difficolta’ completate dagli atleti sono sempre piu’ anticipate nelle categorie, rispetto anche ad un recente passato.
Questo incremento delle difficolta’ eseguite comporta oltre alla soddisfazione di vedere splendidi talenti mostrare fin da subito la loro bravura, anche degli aspetti meno indicativi che cio’ rappresenti sempre un vantaggio.Per esempio, la competizione e’ limitata a pochi elementi che si “impossessano” delle classifiche, facendo prevalere la forza del contenuto tecnico sul valore del contenuto artistico.
Il fisico dei giovani atleti e’ sottoposto a stress maggiori ad eta’ piu’ anticipate.
A livello internazionale, i regolamenti appiattiscono questa ricerca della perfezione tecnica, ponendo meno distanza fra difficolta’ eseguite con perfezione ed altre “meno intere”.
E’ tutto giusto?

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tra le risposte all’argomento “AGONISMO PRECOCE” :

“al raduno della nazionale di Calenzano ho visto una jeunesse che provava il 3 lutz e nel fare il giro della pista aveva difficoltà a fare il passo incrociato: sembrava che si stesse pesticciando i piedi e teneva braccia e spalle “a gruccia”. 8 anni fa, una cadetta vinceva gli italiani Fihp con delle belle trottole combinate e una catena come 2lutz-rit-2rit-turen-2flip. Oggi se non sa fare almeno 2axel, 3salchow singolo ed in catena è inutile che si presenti.In campo internazionale forse non conta, ma per arrivare ad una gara internazionale…in Italia bisogna superare questa selezione.”

“Ecco questo è un altro problema, pochi pensano ad insegnare PRIMA a pattinare e poi a saltare, così si vedono ragazzine che, solo grazie all’immenso talento ed alla potenza fisica, fanno catene con i doppi già da piccolissime, ma sembrano delle rane quando girano per la pista o arrivano a saltare tutte sghembe. Per non parlare dei maschi, fuscelli con le spalle più strette dei fianchi, che si aggirano come funamboli…
Del resto se le categorie continueranno ad essere quelle attuali non c’è speranza.
Per non parlare poi della partecipazione esigua in certe categorie: chi si qualifica per gli italiani, magari perchè nella propria regione il livello non è alto, non ci viene portato perchè la differenza con gli altri è abissale ! L’anno scorso e quest’anno nel Lazio ci sono più cadetti maschi che femmine, tra tutte le promozionali a è possibile che nessuna potesse partecipare alle gare federali?”

“forse il problema del pattinaggio è che l’agonismo inizia prestissimo e taglia le gambe alla base che non si allarga, ma si disperde… A me non sembra normale che bambini di 8/9 anni abbiano gare strutturate in tutto e per tutto come quelle dei senior, anche se con durata e difficoltà diverse. Ho visto che nell’atletica fino a 14 anni l’agonismo è diverso, giochi di squadra, passaggio da una specialità ad un’altra… ovviamente l’allenamento è sempre intenso e serio ma non è progettato ad ottenere risultati strabilianti nell’immediato futuro (o presente), ma a far crescere le potenzialità dell’atleta. Anche nell’equitazione all’inizio si fanno gimkane con i ponies, giochi di destrezza ed equilibrio… noi invece abbiamo il trofeo delle regioni che è un campionato italiano, o le categorie uisp. Questi bambini che passano la loro pre adolescenza e adolescenza già irregimentati come atleti professionisti spesso lasciano PRIMA di arrivare ad essre senior, forse c’è qualcosa che non va o io sono una roller parent troppo spirito libero.”

“io parto dal presupposto che lo sport se lo scelgano i Ragazzi.
E sono assolutamente a favore di uno sport piuttosto di vedere le mie figlie ruminare ogni giorno per le vie del centro con amiche varie, oppure vederel giocare a playstation game boy o altre amenità simili di rimbambimento cerebrale. Se uno sport piace, se il gruppo è unito, se allenatori e dirigenti sono intelligenti….il piacere del Ragazzo diventa passione, passione per lo sport che pratica.
E la passione è una delle cose che anche da adulti fa girare le cose della vita…
Io concordo con Power quando dice che il compito delle società è promuovere lo sport e poi sta al Ragazzo o all’allenatore o a chi per loro, decidere se intraprendere attività agonistica o meno, e a che livelli.
C’è chi da piccolo pare sia un mostro ma scoppia sui 13-14 anni.
C’è chi pare sia una sverza ma ti esplode in tecnica dopo pochi anni
C’è chi decide di dedicarsi al pattinaggio spettacolo perchè non gliene frega nulla di massacrarsi le gambe cadendo dai salti
C’è chi gareggia nelle formule UISP per una vita perchè GLI PIACE
C’è chi decide che di gare non ne vuole fare proprio per niente ma seguita a pattinare stando nel gruppo
C’è chi sogna di vestire la Maglia Azzurra e per questo si sottopone ad allenamenti giornalieri molto duri
C’è chi qualche buon risultato l’ha già ottenuto e si siede
e c’è chi l’ha ottenuto ma non ne ha abbastanza.
…se ognuna di queste è una loro scelta, sia che inseguono una passione o se semplicemente vivono insieme ad un gruppo di coetanei PER LORO SCELTA… come dargli torto ??? …poi, per carità…arrivo a vedere in certe gare degli Atleti che staccano il 2rit ma hanno qualche seria difficoltà nel passo incrociato….beh lì non è certo colpa loro ma di quel RIMBAMBITO dell’allenatore. “

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  • mario vitta

    Parole santissime!!!
    Mi trovi vicino alle tue considerazioni e sono della stessa opinione.
    Mario Vitta

  • almondidea

    finalmente qualcuno che risponde agli articoli più importanti!
    diamo peso anche a questi argomenti
    grazie e bellissimo “Bora”! ^_^

  • Mauro

    Formazione, promozione, educazione, allo sport e non, questo il compito per le società sia dirigenti che tecnici. Solo così puoi fare crescere i ragazzi con metodo. Purtroppo sarà perchè si basa molto sul volontariato e con poche risorse che in questo sport, forse non solo in questo, capita quanto descritto. E’ un’insieme tra difficoltà logistiche, pochi gli spazi, da un proliferare di tante società molte nate da conflitti interni, da una rivalità estrema non sportiva ma politica, intesa come potere in seno alle federazioni, dall’egoismo di alcuni allenatori, dall’improvvisazione e impreparazione dei quadri tecnici.
    Credo che l’età evolutiva abbia i suoi tempi, e vanno rispettati, l’agonismo sfrenato non porta risultati duraturi, ne abbiamo le prove in un recente passato e anche presente, non solo nel nostro sport.

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