1: appunti tra il serio e il faceto di Patrick Venerucci

Mercoledì, 18 luglio 2007 Ci eravamo lasciati lo scorso anno al termine dell’esaltante esperienza da Murcia di “DIARIO MUNDIAL”
e ci ritroviamo qui in terra d’Abruzzo per questa rassegna tricolore che come al solito costituirà uno snodo fondamentale della stagione agonistica. Il favore con cui è stato accolto il Diario nel corso degli ultimi mondiali ha spinto noi del gruppo Artistic Roller Tour a replicare anche in occasione degli Assoluti:
è un bel modo di stare vicino al vasto popolo del pattinaggio, soprattutto di quanti non hanno modo di seguire le gare dal vivo (non pensavo davvero foste così attenti e competenti riguardo le vicende del nostro sport) ed anche perchè la comunicazione del settore non brilla certo per iniziativa ed efficienza. Oggi abbiamo vissuto la giornata della vigilia e devo dire che l’ambiente è già molto carico, in prova ho visto
ottime performance anche da parte di atleti non particolarmente blasonati e ci sono quindi le premesse per un campionato di buon livello.
L’attenzione generale ovviamente è rivolta ai fuoriclasse che hanno dominato la scena negli ultimi tempi.Dalle prove mi sembra di poter dire che Luca D’Alisera non parteciperà agli Assoluti.Girano tante voci riguardo un possibile infortunio, il passaggio al ghiaccio, addirittura l’abbandono dell’attivitàma non voglio aggiungermi al coro delle illazioni. Ho visto Luca sereno, in ogni caso andranno
rispettate le sue scelte: mi auguro di poterlo ammirare ancora in pista perchè è uno dei pochi che anche fuori forma o alle prese con problemi fisici lascia sempre il segno nell’immaginario collettivo. Nel dubbio che spesso assalequanti fanno parte dell’ambiente riguardo il perseverare in una disciplina sportiva che chiede tanto e restituisce poco, mi sento di poter dire che tra le altre ragioni di fondo ha un senso continuare a pattinare perchè con il talento e l’impegno si può arrivare a pattinare come Luca D’Alisera, che è e rimarrà sempre un punto di riferimento.


Nella specialità della coppia artistico mancheranno anche i campioni mondiali Marika Zanforlin e Federico Degli Esposti. Si sapeva da tempo della loro scelta impegnativa ed affascinante di cimentarsi nel mondo del ghiaccio, ma lo stesso mi fa un certo effetto non vederli in pista insieme alle altre coppie. Ho condiviso
con loro tante trasferte, tante emozioni, e un campionato italiano senza due atleti esemplari come Marika e Federico mi dà il senso del tempo che passa. Diciamo che se prima ero fermo sui 23 anni biologici ora ne sento quasi 24…..
Scherzi a parte mi auguro davvero che Marika e Federico riescano a coronare i loro sogni, se riusciranno ad imporre la validità della scuola italiana delle coppie artistico a rotelle anche nel mondo del ghiaccio sarà una piccola rivincita per tutti quelli che questa scuola hanno contribuito a far crescere. Per una coppia che lascia un’altra che ritorna nella danza. E’ davvero un piacere poter ammirare ancora Emanuela e Marco Bornati, i primi a vincere il titolo mondiale senior di specialità nella storia della Nazionale azzurra. Superato qualche problema fisico ed esperienze con partner diversi, alla fine il ricongiungimento più naturale. Passano gli anni si diceva prima, ma la loro classe durante le prove pista è apparsa immutata. Il confronto con gli attuali campioni del mondo Melissa Comin De Candido /Mirko Pontello e i fratelli Gasparini si preannuncia serrato e ad altissimo livello. In generale la giornata di vigilia è filata via senza intoppi particolari. La pista è delimitata maggiormente rispetto allo scorso anno e questo aiuta gli atleti che in spazi troppo più grandi rispetto a quelli abituali corrono il rischio di perdere le giuste traiettorie. Mi auguravo che in questi giorni una fresca brezza potesse scendere dall’Aremogna
e stazionare sul Palaghiaccio ma niente da fare, il caldo africano della pianura si fa sentire anche qui in montagna. In compenso di notte si dorme bene. Sempre che l’ansia pre-gara non ci metta lo zampino. Per oggi è tutto, qui in camera mi hanno fatto capire in modo garbato (gentile eufemismo) che è meglio spegnere
la luce e poi del resto Luigi XIV asseriva che è “difficile parlare molto senza dire qualcosa di troppo”….

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